Marta Ruggeri
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Ho presentato nell’Assemblea legislativa regionale una mozione di censura del disegno di legge “Calderoli” per l’attuazione della previsione costituzionale dell’autonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario, il quale presenta alcuni aspetti che hanno provocato forti preoccupazioni e perplessità, non solo nel Movimento 5 Stelle, ma in gran parte del Paese: dai sindacati, al mondo imprenditoriale, alle associazioni dei consumatori, fino all’Ufficio Parlamentare di Bilancio. Persino la Commissione Europea si è espressa in senso critico, dubitando fortemente che le finalità declamate possano essere perseguite senza oneri a carico dello Stato. Oneri che invece sono indispensabili per ridurre i divari territoriali nella quantità e nella qualità dei servizi, che aumenterebbero a danno dei cittadini che vivono in Regioni meno popolate e con minore capacità fiscale, come le Marche. Un effetto contrario a tutte le politiche di coesione europee, che nella pratica il Governo sta disattendendo, accettando di fatto l’esistenza di un’Italia di serie A ed un’Italia di serie B. In Consiglio regionale abbiamo assistito al solito tentativo di disinnescare una mozione che evidentemente tocca un argomento sensibile, sul quale in maggioranza non esiste un fronte unito. Il centralismo “patriottico” di Fratelli d’Italia e della Presidente Meloni, mal si concilia con l’autonomismo dei “padroni a casa nostra” della Lega. Nel Consiglio regionale di oggi la Lega, con Cancellieri, ha rivendicato il suo autonomismo, Fratelli d’Italia, con Ciccioli, ha balbettato dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, e Forza Italia è rimasta silente. In conferenza Stato-Regioni l’Emilia-Romagna, Campania, Puglia e Toscana hanno già espresso contrarietà rispetto a questo disegno di legge; la Regione Marche si è espressa favorevolmente. Oggi, in Assemblea legislativa, il Presidente Acquaroli ha cercato la condivisione della minoranza, ottenendo il rinvio della votazione delle mozioni presentate, tra cui la nostra, ai fini di avviare un percorso per cercare una risoluzione unitaria, trovando sponda in parte del Partito Democratico. Come Movimento 5 Stelle ci siamo espressi contro il rinvio degli atti e rimaniamo fermamente contrari ad intervenire per legge sull’attuazione dell’autonomia differenziata almeno fino a quando non saranno definiti i Livelli Essenziali delle Prestazioni su base nazionale e fino a quando non sarà istituito un adeguato Fondo perequativo a favore dei territori con minore capacità fiscale per abitante.

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Marta Ruggeri, capogruppo M5S in consiglio regionale

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