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«Bentornata Silvia». La giovane volontaria è stata liberata in Somalia e la fine di un lungo incubo è accolta con gioia particolare a Fano, dove ha sede l’onlus Africa Milele con cui collabora la venticinquenne milanese. In festa il mondo delle organizzazioni umanitarie, qui assai radicato e attivo, ma è un’intera città a esultare. Sui social si sono moltiplicati i messaggi di soddisfazione, anche Africa Milele ha rotto lo stretto riserbo osservato per tutta la durata della crisi: «La gioia! Bentornata Silvia, tutti noi ti abbiamo aspettata sempre», si leggeva in un messaggio sulla pagina Facebook della onlus fanese. Su Facebook ha postato la propria soddisfazione anche il sindaco Massimo Seri: «Silvia Romano è libera! Dopo un anno e mezzo di sofferenze e di apprensione la terribile avventura di Silvia è ora terminata. Finalmente il bene trionfa sul male. Grazie a tutte le donne e gli uomini dello Stato e delle forze dell’ordine che hanno reso possibile la sua liberazione. Nessuno è lasciato solo. Auguro a Silvia di poter riabbracciare presto la sua famiglia». Dovrebbe farlo oggi stesso, alle 14 è infatti atteso l’arrivo a Ciampino dell’aereo che la riporta in Italia da Mogadiscio. Silvia Romano è stata liberata ieri a circa 30 chilometri dalla capitale somala grazie a un intervento dell’intelligence italiana. La giovane cooperante milanese era stata rapita il 20 novembre 2018 nel villaggio di Chacama, in Kenya a circa 80 chilometri dalla capitale Nairobi, dove si trovava come volontaria di Africa Milele, onlus impegnata in particolare a favore dei bambini abbandonati. Silvia era stata trascinata via a forza da una banda di uomini armati e di lei si erano subito perse le tracce, ma già nelle prime fasi delle indagini si era fatta largo l’ipotesi che potesse trattarsi di un rapimento per estorsione e che la cooperante milanese potesse trovarsi nelle mani di Al Shabaab, un gruppo jihadista attivo in Somalia. Tanti altri messaggi dicono: «Bentornata Silvia». Il Centro missionario diocesano di Fano esprime «grande gioia» e «gratitudine» sia «alle istituzioni che hanno lavorato per questa liberazione» sia «alla famiglia di Silvia». «Un forte abbraccio – prosegue la nota – alla presidente di Africa Milele, Lilian Sora, che nel grande dolore ha sempre gestito questa situazione con grande coraggio, forza e nel silenzio, come le è stato chiesto dal Governo italiano e dalla famiglia Romano».

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