
L’imprenditoria italiana e il mondo del tartufo, a volte, sono più legati di quanto sembri. Tra le figure di spicco del nostro paese è impossibile non citare Oscar Farinetti, noto fondatore della catena Eataly ed ex proprietario della catena di grande distribuzione Unieuro, il cui legame con Alba e Acqualagna è davvero ramificato. Recentemente abbiamo avuto la possibilità di condurre una breve intervista trattando vari tempi. Secondo la sua lunga esperienza nel mondo dell’industria, in particolare nel settore alimentare, quale mossa dovrebbe fare Acqualagna per investire sul futuro del tartufo? “Guardi, io non posso venir qui a dispensar consigli ad Acqualagna, intanto ha lavorato da Dio in questi anni, ha azzeccato il marketing per arrivare ad essere il numero due, e non è poco. Il problema è che Alba ha avuto un vantaggio storico importante ma quello che ha fatto Acqualagna negli ultimi 10-15 anni è straordinario”.
Lei ha da sempre un profondo legame con Alba e Acqualagna, che cosa ne pensa delle numerose sfide internazionali che attendono la fiera del tartufo e che potrebbero causare non pochi problemi al nostro made in Italy? “Nel mondo del tartufo bisogna che andassero a cercarli molti di più perché i tartufi ci sono ma dipende da quanti lo vanno a cercare, più ne trovi e più ne vendi nel mondo ad un prezzo inferiore. Oggi è un prodotto per ricchi, se riuscissimo ad abbassare un po’ il prezzo aumentando la produzione sarebbe molto più accessibile. Guarda che i francesi del Perigord, quelli del nero, zone che io conosco molto bene, stanno iniziando ad andare a cercare il tartufo bianco e ne trovano tanto, perché c’è anche là, e sai forse come lo chiameranno? Hanno fatto un’indagine su come chiamarlo per venderlo nel mondo e alla fine vorranno chiamarlo Tartufo d’Alba, ma tradotto in francese. Questo per dire che bisogna puntare sul nome di Acqualagna, non commettete l’errore di chiamarlo Tartufo delle Marche, so che ce ne sono tanti in giro che lo vorrebbero, anche da noi in Piemonte è uguale, ma sarebbe un errore”.





















