L'assessore regionale Francesco Baldelli
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di Michael Formica

La filiera del tartufo è una vera eccellenza per tutto il territorio dell’entroterra pesarese, una prelibatezza richiesta in tutto il mondo e sempre più apprezzata. E data la sua importanza per il nostro territorio e le continue sfide provenienti dai mercati esteri sempre più desiderosi di accaparrarsi il settore, abbiamo potuto intervistare Francesco Baldelli, assessore della Regione Marche (Infrastrutture, Lavori pubblici, Viabilità, Governo del Territorio, Lavori Pubblici, Politiche per la Montagna e le Aree Interne) che in passato ha combattuto numerose battaglie legate al delicato tema dell’agricoltura.

Il tartufo rappresenta indubbiamente un’eccellenza del nostro entroterra e i numeri delle varie fiere dedicate ne sono una forte testimonianza. Quali piani di sviluppo ci sono in merito a questa filiera così importante per il nostro paese? “Le tre fiere di punta del nostro territorio, ovvero Acqualagna, Pergola e Sant’Angelo in Vado, senza dimenticare Apecchio e Fossombrone, rappresentano un grande orgoglio per la nostra regione e l’occasione di rilancio di questi territori non soltanto dal punto di vista turistico ma anche economico. Non si può negare che il tartufo è uno degli ambasciatori sia dell’eccellenza delle Marche che della nostra provincia. Abbiamo un territorio così vasto laddove si cava il tartufo da essere uno dei più grandi territori d’Italia, se non il più grande, dove si raccoglie tutte le qualità di tartufo tutto l’anno; quindi è una grande risorsa che deve andare di pari passo con lo sviluppo economico della Provincia di Pesaro e Urbino in sinergia con le altre quattro provincie marchigiane anche tramite un’altra grande precondizione di sviluppo che sono le strutture”.

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Dopo tanti anni di sfide e battaglie politiche ora Fratelli d’Italia è riuscito a diventare il primo partito in Italia. Per lei che è da sempre un militante di FDI, che cosa può dirci di questo enorme salto in avanti? È la dimostrazione che la politica anche in questi territori ha garantito un cambio di passo nel cambio e nell’alternanza della classe dirigente. Non dimentico come già Giorgia Meloni conoscesse questi territori da tempi non sospetti, è un grande valore che vorrei sottolineare anche per la presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri è la coerenza, la coerenza che ti porta anche a non dimenticare il grande impegno profuso per questi territori e per il riconoscimento dei diritti di questi territori all’accessibilità dimenticati da troppo tempo. Giorgia Meloni, come presidente del Consiglio dei Ministri, è venuta a sottoscrivere un accordo tra la Regione Marche e il governo nazionale proprio per risolvere i problemi di accessibilità e dello spopolamento di alcune fasce importanti della provincia di Pesaro e Urbino, come in tutte le Marche, che è la fascia sub-appenninica. L’ha fatto proprio ad Acqualagna dopo aver vissuto negli anni scorsi, non da presidente del Consiglio così come il presidente Acquaroli o come il sottoscritto assessore alle Infrastrutture, le carenze di quei servizi che noi lamentavamo al tempo e che oggi cerchiamo di restituire a questi territori. Non si tratta di un regalo ai territori ma di riconoscere il diritto alla gente che vive in queste comunità di essere considerati alla stregua di cittadini più fortunati da un punto di vista di sviluppo e di accessibilità alle proprie comunità e ai servizi che vivono in altre zone del territorio”.

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