Non molti sanno che in origine Acqualagna era assai ben diversa da come la vediamo oggi. Il paese dell’entroterra pesarese, all’apparenza “recente”, era ben noto all’epoca degli antichi romani e il suo nome era ben diverso. Pitinum Mergens, oggi sito archeologico situato in località Pole, ha visto i primi ritrovamenti nel 1908 e l’area pare nascondere altri segreti che meritano di essere esplorati.
E proprio con questo spirito che sabato 3 febbraio, alle ore 16:30, presso la Sala del Consiglio (Palazzo della Cultura) di Corso Roma, si terrà la presentazione dei risultati della campagna di prospezioni geofisiche 2023, uno studio finanziato dal Comune di Acqualagna e curato dall’Università di Urbino.
Per i meno avvezzi al mondo dell’archeologia, la prospezione geofisica è una tecnica di indagine non distruttiva del sottosuolo, che consiste nella misurazione tramite apparecchi di alcune proprietà fisiche del terreno che permettono di rivelarne la struttura e l’eventuale presenza di oggetti sepolti.
Dopo i saluti istituzionali che vedranno partecipi Luca Lisi (Sindaco di Acqualagna), Ilaria Rossetti (soprintendenza ABAP per le Province di Ancona e di Pesaro Urbino) e di Vanessa Lani (Direttrice rete museale della Flaminia), si terranno gli interventi di Oscar Mei (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo) e Laura Cerri “archeologa libera professionista) i quali illustreranno quanto emerso dalla campagna.
Un appuntamento da non perdere che potrà aprire nuove ipotesi sul futuro del passato di Pitinum Mergens.























