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Vigilanza sulle spiagge libere di Fano, oggi l’esordio. Se ne occupa la protezione civile, con una presenza che il vice sindaco Cristian Fanesi preannuncia «costante e discreta». I volontari del Cb Club Mattei segnaleranno alle forze dell’ordine le eventuali violazioni rispetto alle norme sulle distanze precauzionali. Il compito di elevare le sanzioni spetta infatti alla polizia locale, che ha già attivato la cosiddetta pattuglia arenile, e al personale della guardia costiera, che comunque manterrà la funzione prioritaria dei controlli in mare e lungo il litorale. «Tuttavia – ha affermato il vice sindaco Cristian Fanesi – le limitazioni non riguarderanno le modalità di accesso alle spiagge libere. La scelta dell’amministrazione comunale è stata di evitare le prenotazioni e il ricorso ad applicazioni o sistemi telematici». La vigilanza sulle spiagge libere è un tema caldo, e non solo per ragioni stagionali, dopo che le autorità locali hanno riscontrato troppi comportamenti imprudenti durante lo scorso fine settimana, soprattutto nelle città costiere della provincia, tanto da inserire in corsa alcune restrizioni di assaggio come l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi più frequentati della movida serale e notturna. «Il rispetto delle distanze – argomenta il vice sindaco Cristian Fanesi – deve essere considerato come un gesto di cura e un’attenzione verso se stessi e verso gli altri». Quest’anno è pertanto richiesto «un comportamento ancor più disciplinato e rispettoso delle regole». Se è vero che il buon giorno si vede dal mattino, come dice un vecchio proverbio, oggi dovrebbe esserci un primo segnale di tendenza. Ma un argomento forse ancora più sentito della vigilanza sulle spiagge libere è la possibilità che parte dei loro spazi siano occupati dalle concessioni balneari confinanti, come previsto dalla Regione, per recuperare gli ombrelloni persi a causa del distanziamento sociale. «Sono pochi – assicura Fanesi – i casi presi in esame e non riguardano l’area centrale del litorale, quella compresa tra il torrente Arzilla e il fiume Metauro».

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