Una serie di slide e l’introduzione del vice sindaco Natalia Grilli hanno aperto l’incontro nel tardo pomeriggio di ieri nella sala multimediale (gremitissima in ogni ordine di posto) del chiostro di Sant’Agostino a Cantiano: iniziativa promossa dall’amministrazione comunale a due anni dalla terribile alluvione del 15 settembre. Invitata l’intera filiera del Governo regionale rappresentata dall’assessore regionale alla Protezione civile Stefano Aguzzi... “Con rammarico – ha esordito il sindaco nonché fresco presidente dell’Unione montana del Catria e Nerone Alessandro Piccini – non vedo nessun rappresentante della struttura commissariale”. Quindi lo stesso primo cittadino ha cominciato a snocciolare i numeri di quel maledetto 15 settembre rimarcando la troppa burocrazia e le troppe opere in attesa di progettazione a due anni dall’alluvione. “C’è da ricostruire un intero paese”. E ancora: “Qui è caduta in poche ore il doppio di pioggia che ha colpito l’anno dopo l’Emilia Romagna che ha ricevuto un trattamento diverso rispetto alle Marche in fatto di agevolazioni”. L’assessore Stefano Aguzzi spiegherà poi che… “tale questione si ascrive ad una ordinanza nazionale della Protezione civile cambiata l’anno successivo e sulla quale la Regione Marche non può far nulla”. Ancora il sindaco elencando le priorità: “La messa in sicurezza del territorio in primis, ci sono situazioni come la zona della Tenetra e il fiume Burano che rivendicano soluzioni a monte. Per il Burano che nasce a Gubbio serve un dialogo interregionale con l’Umbria. Per questi casi, il piano di 2,1 milioni di euro è una somma decisamente sottodimensionata”.
E poi le frazioni… “La strada che porta a Tranquillo sta cedendo sempre di più, probabilmente quest’inverno saremo costretti a chiuderla; Pian di Balbano è l’area messa peggio, sono sparite schede Anas che indicavano l’importo degli interventi da fare in loco (più di 8 milioni di euro)… si dice per una mancata risposta dell’Anas alla Soprintendenza. Ora su intercessione della Regione, saranno di nuovo studiate da un professionista (lo ha confermato l’assessore Aguzzi ndr)“. “Il Ponte Romano e la chiesa Collegiata sono cosi come li abbiamo visti due anni fa, anzi la nostra cattedrale è sempre più a rischio col passare del tempo a causa dell’umidità….”. Il sindaco poi parla dei ristori alle abitazioni. “Qui la mannaia della burocrazia per vincoli legati alle conformità urbanistiche lascia fuori dei ristori l’80% delle abitazioni cantianesi”. E non dimentica l’enorme quantità di materiale da smaltire presente nell’alveo dei fiumi. Infine le proposte: “Chiediamo supporto tecnico-amministrativo, un maggior coordinamento da parte della struttura commissariale, incontri con i soggetti attuatori della ripartenza come Anas, Genio civile, Soprintendenza, Provincia e Consorzio di Bonifica”.
Dal suo canto l’assessore Aguzzi ha dato delle risposte: “Il Consorzio di Bonifica ha chiuso un contratto per valorizzare i sedimenti dal fiume senza doverli stoccare in un sito specifico”. Su Pian di Balbano… “La struttura commissariale ha reso disponibile oltre 6 milioni, si è in attesa di far partire a breve il progetto”. In generale l’assessore ha ribadito come non sia facile venire a capo da una situazione similare, catastrofica e improvvisa. Presenti il presidente della Provincia Giuseppe Paolini che ha detto di stare uniti e coesi per risolvere le tante criticità: “Aggiungo che per paesi come Cantiano, Apecchio, Isola del Piano… dove le attività hanno funzione anche sociale, serve una fiscalità diversa rispetto alla costa se si vuole che tali realtà sopravvivano”. Hanno chiuso il consigliere regionale dei Civici Marche Giacomo Rossi che si è reso disponibile a coordinare e pianificare dei periodici incontri con i soggetti attuatori per tentare di risolvere una ad una le tante emergenze che ci sono a Cantiano: “Di fronte a queste situazioni non ci sono colori politici… le elezioni sono ormai finite” e poi la consiglierà regionale del Pd Micaela Vitri che ha annunciato un consiglio regionale monotematico sul post alluvione invitando tutti a venire. In sala presenti anche il sindaco di Frontone e assessore dell’Unione montana Daniele Tagnani, di Arcevia Marisa Abbondanzieri, la vicesindaca di Cagli Simona Palazzetti, la curia con don Marco Cardoni e le forze dell’ordine.






















