Marta Ruggeri
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È ormai ufficiale l’orientamento della Giunta regionale per la previsione nelle Marche di un inceneritore dei rifiuti domestici e industriali. Con la delibera n. 1556 del 14 ottobre, a firma dell’intera Giunta regionale, è stato approvato il nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, che prevede come “strategica” la modalità di smaltimento dei rifiuti mediante combustione, in violazione dei principi raccomandati dall’Unione Europea in materia di riduzione delle emissioni in atmosfera di anidride carbonica, il gas maggiormente responsabile degli eventi climatici estremi di cui anche la nostra regione sta subendo le drammatiche conseguenze proprio in questi giorni. Come ho già dichiarato in diverse occasioni, il M5S marchigiano è contrario, e si opporrà nelle sedi preposte.
Nel nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, allegato A1 della suddetta delibera, al capitolo 21 “La nuova impiantistica di chiusura del ciclo” si assume come “orientamento strategico la tipologia di impianto di valorizzazione energetica”: un modo meno brutale per definire un inceneritore. Sappiamo tutti, infatti, che il propugnato “termovalorizzatore” è solo un termine usato per indorare la pillola, non essendo altro che un inceneritore con collegata una turbina a vapore che produce energia elettrica dal calore della combustione, come per altro ammesso anche dagli esperti che hanno redatto il nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Tutto questo nonostante le rassicurazioni avute dall’Assessore regionale competente per materia, Stefano Aguzzi, che per lungo tempo e in varie sedi, compreso lo stesso Consiglio regionale, aveva negato l’intenzione di sostenere la realizzazione dell’inceneritore regionale, per poi ufficializzare a fine agosto la giravolta. Con questo orientamento strategico la Giunta regionale vanifica il lavoro quotidiano dei cittadini nel migliorare la qualità della raccolta differenziata, un impegno corale diretto proprio a ridurre le percentuali di smaltimento in discarica a meno del 10% dei rifiuti prodotti, come previsto dalle norme europee proprio per porre fine alla pratica obsoleta e inquinante della combustione dei rifiuti. Non solo, saranno proprio i cittadini a dover sopportare gli ingenti costi di investimento nell’inceneritore, che finiranno nelle bollette della TARI. Dato che con questa delibera regionale si dà avvio alla “Valutazione Ambientale Strategica” (VAS), invito le Associazioni ambientaliste, i comitati e i singoli cittadini a proporre entro 45 giorni le osservazioni al Piano Regionale per opporsi a questo orientamento strategico della “valorizzazione energetica” mediante combustione dei rifiuti. Per quanto mi riguarda darò battaglia nel dibattito in Consiglio regionale.

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Marta Ruggeri, capogruppo del M5S in consiglio regionale

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