Il teatro comunale di Cagli
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Il Consigliere Regionale Giacomo Rossi interviene sull’esclusione del Teatro di Cagli dalla Candidatura Unesco denominata “Teatri condominiali all’italiana tra XVIII e XIX secolo nell’Italia Centrale”. Dice Rossi: “Innanzitutto è bene fare alcune precisazioni sulla questione e lasciare da parte le strumentalizzazioni politiche e le inesattezze che in questi giorni sono sorte numerose dietro a questa vicenda, a differenza invece delle legittime preoccupazioni sollevate da alcuni cittadini che vanno sempre e comunque ascoltate. Personalmente, appena sono stato interessato sulla questione non mi sono tirato indietro ed ho voluto anzi approfondire fino all’ultimo la vicenda, interloquendo sia con la Regione Marche che con il Comune di Cagli per capire le modalità e gli elementi dell’esclusione alla candidatura del Teatro di Cagli dal primario elenco dei 62 teatri. Secondo la Commissione Tecnico Scientifica della candidatura, nella quale ci sono vari soggetti istituzionali e tecnici (e non solo la Regione Marche), l’unico modo per arrivare ad una chance di accettazione della candidatura era quella di un taglio drastico del numero di teatri candidati, tale da non superare i 20 siti. Possiamo ora contestare legittimamente le modalità di questo taglio e gli ulteriori criteri apposti ma al momento credo sia più importante capire se il Teatro di Cagli rientra anche all’interno degli ulteriori criteri temporali e strutturali richiesti dal quale è stato escluso. Se vi sono errori, è bene che vadano sanati e richiesta la riammissione nell’elenco, qualora l’Unesco lo consenta. Anche per questo il Comune di Cagli ha provveduto a depositare un ricorso al Tar come tra l’altro richiesto da alcuni cittadini e come rappresentante regionale del territorio, non posso che concordare questa scelta qualora, come deduco, ci siano gli elementi fondanti. Non me ne voglia nessuno ma io metto al primo posto il mio territorio”. Conclude Rossi: “Il Teatro di Cagli, al di là della sua riammissione o meno nella lista dei candidati Unesco, è stato inserito con questa candidatura nella Rete dei teatri storici delle Marche ed introdotto in una strategia di riqualificazione, valorizzazione, comunicazione e promozione con risorse finanziarie importanti. Anche questo va detto ed è un primo ed importante passo ottenuto grazie alla Regione Marche”.

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