DALL’ULTIMO NUMERO DI NON SOLO FLAMINIA
“A conferma della volontà di smantellare la cosa pubblica, è fresca la bomba dell’università privata in medicina”
“Governo e Regioni continuano a scambiarsi reciprocamente responsabilità e decisioni – argomenta il dottor Giovanni Del Gaiso, consigliere dell’Ordine dei medici di Pesaro Urbino – senza avere come interlocutrice la classe medica che sarebbe in grado di dare ottimi consigli. Invece questi continuano ad elaborare provvedimenti tampone superficiali e temporanei, al posto di salvaguardare la sanità pubblica con una riforma coraggiosa potenziando la medicina territoriale e contemporaneamente quella ospedaliera. A maggio inizieranno una serie di grandi manifestazioni locali e regionali a cui aderiranno tutti i sindacati medici, con il supporto della Fnomceo per portare all’attenzione dei cittadini le nostre proposte e le nostre aspettative, per garantire alle persone un accesso equo, veloce e qualitativo ai servizi sanitari su tutto il territorio nazionale, senza privilegiare alcune regioni”.
Medici dall’estero
“In questi ultimi tempi è stata approvata al Senato la proroga dell’esercizio provvisorio delle professioni sanitarie fino a tutto il 2027 e ciò significa che per sopperire alla mancanza di medici e infermieri, causata dalla scarsa lungimiranza e ai madornali errori commessi gli ultimi trent’anni, è costretta ad importare dall’estero un numero esorbitante di personale sanitario, di cui non si conoscono le competenze, l’esperienza, i titoli, il tipo di laurea e la conoscenza della lingua italiana, requisito obbligatorio per fare un’anamnesi esatta e capire i problemi dei pazienti. Cosa ancora più grave è che non possono essere iscritti agli Ordini dei medici italiani, che hanno il dovere di controllare l’operato del medico e prendere provvedimenti disciplinari nei casi di errori di diagnosi e terapia o in comportamenti che ledono la dignità e il decoro della professione come avviene per i medici italiani. Questo personale importato rimane iscritto agli Ordini professionali dei paesi di provenienza, restando impunito nel caso di un errore o infrazione, mentre al contrario lasciamo andare all’estero ogni anno 7/8 mila nostri giovani neolaureati, perdendo risorse preziosissime”.
Le priorità
“Fondamentale è impedire la fuga dei medici o altro personale della sanità all’estero o nella sanità privata e nello stesso tempo eliminare la burocratizzazione informatica che con evoluzione digitale invece di facilitarla, l’ha resa terribilmente peggiorata. Vanno subito eliminale le lunghe liste d’attesa e le aggressioni ai sanitari nei pronto soccorso, ripristinando la tanto decantata alleanza terapeutica di fiducia tra cittadino e medico. Occorre rafforzare la parità di genere per salvaguardare la professione delle donne medico che oggi sono il 65%, tutelando la loro salute fisica, la maternità e il loro diritto di conciliare le esigenze tra lavoro e famiglia. Altra urgente priorità è intervenire precocemente sulla salute del bambino, ripristinando la medicina scolastica con screening oculistici, ortopedici, otorino e odontoiatrici, implementando programmi di prevenzione, di educazione sanitaria e di corretti stili di vita. Queste azioni rappresentano una strategia essenziale per il Servizio sanitario nazionale al fine di influenzare positivamente non solo la salute dell’adulto del domani, ma anche lo sviluppo psico-fisico del bambino. Serve un nuovo patto per la salute, costruito attorno ai bisogni delle persone e non alle logiche economiche e del profitto. La sanità è un diritto, il nostro Servizio sanitario nazionale è allo stremo sempre più i cittadini sono costretti a pagare di tasca propria per accedere alle cure. La popolazione invecchia, aumentano le patologie croniche e le pensioni per gli anziani non sono più sufficienti per le cure. La sanità pubblica è un bene comune e noi medici siamo pronti a difenderla scendendo in piazza. Ma c’è ancora qualcuno che desidera difendere la sanità? O la politica è sotto scacco dei poteri forti, dell’alta finanza, della sanità privata, delle compagnie di assicurazione o ancor peggio… delle associazioni malavitose? A conferma della volontà di smantellare la cosa pubblica, è appena arrivata la bomba dell’università privata in medicina”.






















