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Si è svolta a Cagli, organizzato dal Pd zona Catria-Nerone, una partecipatissima assemblea pubblica con il dottor Claudio Maria Maffei che ha risposto a domande e chiarito molti dubbi, mettendo in risalto, con dati alla mano, le false e irrealizzabili promesse dell’attuale giunta regionale come la riapertura di tutti i piccoli ospedali. La realizzazione di nuove strutture, grazie al Pnrr, rischiano di rimanere scatole vuote, senza una programmazione seria e che coinvolga anche il territorio. La situazione è notevolmente peggiorata e il coinvolgimento dei sindaci e del presidente dell’Unione montana Alessandro Piccini, è essenziale in un tavolo istituzionale per discutere e organizzare una sanità che cambia e che deve essere vicina alle esigenze dei cittadini e del territorio.
“Parlando della situazione attuale – apre la discussione Cencetti – non capiamo perché, non si sia implementata la collaborazione con il Santo Stefano, magari con un accordo pluriennale. La precedente giunta aveva avviato un percorso che prevedeva ambulatori e servizi essenziali per il territorio. Il Santo Stefano era intenzionato anche a coprire il turno notturno del pronto soccorso, addirittura a collaborare per la messa in sicurezza del Celli”. “I consiglieri regionali hanno ricordato il lavoro fatto, in consiglio e in commissione con  proposte e interrogazioni cadute nel vuoto – argomenta Micaela Vitri -. In particolare la mancata attivazione dell’infermiere di comunità, e condiviso con l’assemblea la preoccupazione di un prossimo abbandono del Santo Stefano da Cagli, ulteriore scippo alla nostra zona dopo  il mancato riconoscimento  del Celli come ospedale di area disagiata, del teatro a patrimonio Unesco e della pedemontana”. “La grande partecipazione dimostra il desiderio delle persone di informarsi. Il nostro compito – sostiene Enrico Cencetti, coordinatore del Partito democratico di zona – è quella di continuare su questa strada, con assemblee pubbliche a tema, invitando cittadini e associazioni”.

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