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“Alzi la mano chi ha capito quali siano le proposte della giunta Acquaroli per frenare la mobilità passiva verso il privato e le strutture sanitarie del nord Italia, in particolare dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Purtroppo, come avevamo previsto e denunciato da tempo, l’atto aziendale dell’Ast 1 non dà alcuna risposta in questa direzione, come del resto in tante altre. Basti dire che, per la sola provincia di Pesaro Urbino, è la stessa Regione Marche a stimare sulla mobilità passiva sul proprio bilancio costi pari a 64,6 milioni di euro. Un fiume di denaro pubblico che finisce direttamente nelle casse del privato e di altre Regioni italiane per curare i nostri cittadini che non trovano risposte nelle strutture sanitarie pubbliche delle Marche e che se solo il duo Acquaroli-Saltamartini fosse stato in grado di governare la sanità marchigiana, avrebbe potuto essere destinato a investimenti per sanare le numerose e gravissime criticità che minano il Sistema sanitario regionale, giunto al punto di non essere più in grado di garantire il diritto universale alla salute”.
A dirlo sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Micaela Vitri e Renato Claudio Minardi.
Micaela Vitri

“Basti dire – spiegano i due esponenti dem – che l’aumento della mobilità passiva fa il paio con il sempre più massiccio ricorso alle strutture private. Un fenomeno che, diciamolo chiaramente, non solo non è stato contrastato ma è stato addirittura favorito dalle riforme varate in questi ultimi cinque anni dal centrodestra, tanto da registrare una forte impennata che ha provocato un vertiginoso aumento della spesa pro capite a carico dei cittadini. Ovviamente di quelli che se lo possono permettere economicamente, perché, secondo recenti dati ufficiali, c’è ormai un 10% di persone appartenenti alle fasce di reddito più basse che, non riuscendo più a trovare risposte nella sanità pubblica, rinunciano addirittura a curarsi. Sono dati impietosi che fotografano in tutta la sua drammaticità il fallimento delle politiche sanitarie del centrodestra marchigiano”. “La sanità pubblica marchigiana – concludono Vitri e Minardi – dovrebbe prima di tutto garantire servizi di qualità a tutti e puntare all’aumento degli stipendi e alle assunzioni a tempo indeterminato, ma nel frattempo, occorre risolvere alcune situazioni di estrema criticità, per la carenza di personale, garantendo un equo compenso a tutti i professionisti”.

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