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Il Consiglio di Quartiere di Sant’Orso, insieme all’assessorato al Turismo e Grandi Eventi, ha annunciato un’iniziativa per i giovani: il “Good Vibes Sunset”, una serata al tramonto con musica, cena e intrattenimento, organizzata con il supporto di una palestra locale. Un format che si propone – come dichiarato dagli organizzatori – di “portare a Fano l’atmosfera di Mykonos”, cioè un divertimento glamour, spensierato ed eccitato, ma a numero chiuso e per un pubblico selezionato.

Pur augurando che l’evento riesca e sia un’occasione di svago, non si può ignorare il modello culturale e sociale che esso sottende. Lo stesso Presidente del Consiglio di quartiere di Sant’Orso in un video di presentazione ha richiamato in antitesi i fatti violenti della notte di Halloween 2020, quando gruppi di ragazzi vandalizzarono gli arredi urbani del parco e di altri spazi del quartiere e si scontrarono con le forze dell’ordine. Se la diagnosi su quei gravi fatti è corretta e condivisa, la terapia proposta però rischia di ridursi a un divertimento inteso come consumo fine a sé stesso, che non considera la complessità del mondo giovanile e lo appiattisce su un cliché da cartolina esotica.

Un inevitabile confronto si apre con l’esperienza di “Una Bella Storia”, promossa dalla precedente amministrazione di centrosinistra il 31 ottobre 2021 e poi riproposta ogni anno in occasione di Halloween. In quel caso gli assessorati alle Politiche Giovanili, al Welfare di Comunità e alla Polizia Locale, insieme ad associazioni, famiglie, scuole, circoli anziani e servizi comunali, costruirono un evento alternativo e partecipato: laboratori, giochi, musica, cinema e momenti di riflessione che coinvolsero centinaia di ragazzi e famiglie, trasformando la “brutta storia” di Halloween 2020 in un’occasione positiva di una comunità che si diverte e si ritrova più forte, unita e consapevole.

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Ecco la vera differenza: da una parte un divertimento glamour, esaltato e selettivo; dall’altra un percorso inclusivo, che attraverso la condivisione costruisce relazioni, responsabilizza i giovani e li rende protagonisti anche nelle occasioni ricreative, ludiche e sportive. Non si tratta di negare il valore di iniziative leggere e piacevoli, ma di scegliere quale visione vogliamo che guidi la città: un modello effimero e solo festaiolo o un modello generativo di aggregazione e divertimento, capace di lasciare tracce positive e durature nella comunità. Sosteniamo chi si impegna a organizzare eventi e finora questa è la visione prevalente impressa più dall’assessore al turismo e ai grandi eventi; ma noi chiediamo che le politiche giovanili e quelle sociali tornino al centro: perché il divertimento può e dovrebbe essere anche condivisione, crescita, cittadinanza e responsabilità.

Luca Mancini - Segretario PD Fano

 

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