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In questi giorni il Consiglio Comunale ha approvato il rendiconto 2025 e, seppur il PD di Acqualagna riconosce che alcuni indicatori mostrano miglioramenti reali, hanno riportate non poche perplessità.

A seguito di alcune riflessioni, il partito ha diramato una nota ufficiale per offrire ai cittadini una lettura completa, perché amministrare bene significa anche rispondere alle domande difficili.

1. I SACRIFICI LI HANNO FATTI I CITTADINI
Il disavanzo è calato di €216.052. Un risultato che accogliamo positivamente. Ma è onesto ricordare come ci si è arrivati: aumento dell’IMU, aumento delle tariffe dei servizi, riduzione dei trasferimenti. Sono stati i cittadini di Acqualagna a portare questo peso. Il merito del risanamento, prima di tutto, è loro.

2. INVESTIRE SÌ, MA CON QUALI PRIORITÀ?
La Giunta rivendica con orgoglio un aumento degli investimenti in conto capitale del 31%. Noi non siamo contrari agli investimenti — siamo contrari a investimenti che non rispondono ai bisogni reali di una comunità di 4.169 persone. Mercato coperto, strutture polifunzionali: opere che “entrano nel patrimonio del Comune”, certo. Ma i cittadini ci chiedono strade percorribili, manutenzione ordinaria del verde pubblico, disinfezione del territorio. Sono esigenze concrete, quotidiane, che non trovano risposta. La domanda che poniamo è semplice: queste opere erano davvero la priorità?

3. LA PISCINA: UN RISULTATO CHE APPREZZIAMO SINCERAMENTE
Su questo vogliamo essere chiari e leali: la riapertura della piscina comunale è una notizia genuinamente positiva, e come Partito Democratico la accogliamo con soddisfazione. È una struttura sportiva che mancava da troppo tempo, che i cittadini — e soprattutto i più giovani — aspettavano. Restituire alla comunità un luogo di sport, di socialità e di benessere è esattamente il tipo di scelta concreta che apprezziamo e sosteniamo, al di là delle appartenenze politiche. Bravi. Su questo, bravi davvero. Lo diciamo senza riserve. Ci aspettiamo, d’altronde, lo stesso impegno — e la stessa concretezza — su tutte le altre strutture e sui servizi quotidiani che i cittadini ancora attendono.

4. IL BOCCIODROMO: UNA SCOPERTA CHE FA RIFLETTERE
Sul bocciodromo non possiamo tacere. I lavori sono stati avviati — e fin qui tutto bene. Il problema è che l’amianto è stato scoperto solo dopo l’inizio dei cantieri. Questo significa che prima di aprire il cantiere non è stata effettuata una valutazione preliminare adeguata dello stato della struttura, come invece sarebbe doveroso fare — e come la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro imporrebbe. Non è una questione secondaria. Una bonifica da amianto è una spesa seria, imprevedibile nei costi finali, e in un Comune che già ricorre all’anticipazione bancaria per 363 giorni l’anno, ogni imprevisto di questa portata rischia di pesare ulteriormente sulle casse pubbliche — e quindi sui cittadini. Chiediamo che l’Amministrazione riferisca in modo trasparente: qual è il costo aggiuntivo della bonifica? Chi ne risponde? E perché non è stato fatto un sopralluogo tecnico approfondito prima di avviare i lavori?

5. IL “PUNTO SALUTE” E IL CENTRO DIAGNOSTICO: DOV’È FINITA LA PROMESSA?
Ce lo ricordiamo bene: in occasione delle elezioni regionali il territorio è stato animato da annunci importanti. Il Punto Salute. Il nuovo Centro Diagnostico. Strutture presentate come imminenti, come segni tangibili di attenzione verso Acqualagna e i suoi cittadini. Le elezioni regionali sono passate. Dov’è il Punto Salute? A che punto è il Centro Diagnostico? I cittadini di Acqualagna — e in particolare le persone anziane e le famiglie che oggi percorrono decine di chilometri per una visita specialistica — meritano risposte concrete, non annunci stagionali. Se questi progetti sono reali, vogliamo vedere i cronoprogrammi. Se non lo sono, è giusto dirlo chiaramente.

6. LA TARTUFAIA: A CHE PUNTO SONO LE PIANTINE?
Acqualagna, capitale mondiale del tartufo, ha tutto l’interesse a valorizzare il proprio territorio anche attraverso progetti legati alla filiera tartuficola. La tartufaia comunale è stata annunciata con entusiasmo. Ma oggi ci chiediamo: a che punto sono le piantine? Quante ne sono state messe a dimora? Qual è il piano di manutenzione? Quali tempi e quali risultati concreti sono previsti? Non vogliamo polemizzare su un’idea che, in sé, ha una sua logica. Vogliamo semplicemente sapere se è un progetto vivo o se è rimasto sulla carta. I cittadini lo meritano.

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7. SULLE TARIFFE, LA REALTÀ È PIÙ COMPLESSA
La Giunta sostiene che gli aumenti all’asilo nido non pesino sulle famiglie grazie al Bonus INPS. È una risposta parziale. Il Bonus INPS è una misura nazionale, non un merito dell’Amministrazione comunale. Non copre tutte le famiglie, e non cambia il fatto che contestualmente si siano ridotti gli orari del servizio. Pagare di più per ricevere meno non è mai una buona notizia, qualunque sia la giustificazione contabile.

8. L’ANTICIPAZIONE DI TESORERIA RIMANE UN PROBLEMA STRUTTURALE
Lo stesso documento dell’Amministrazione lo riconosce: l’anticipazione bancaria è stata utilizzata per 363 giorni su 365. La legge la prevede per “momentanee carenze di liquidità.” Non è momentaneo ciò che dura tutto l’anno. Il costo per i cittadini è stato di oltre 85.000 euro di interessi in due anni. Il miglioramento c’è, ed è giusto riconoscerlo, ma la strada da percorrere è ancora lunga.

9. LA TRASPARENZA NON PUÒ ESSERE SELETTIVA
In Consiglio é stata presentata una mozione per chiedere un rendiconto analitico delle spese fieristiche — utili, perdite, interessi inclusi. La maggioranza ha votato contro. Eppure stiamo parlando di 80.000 euro per la pubblicità della Fiera del Bianco e 20.000 euro per ospitalità, spese sostenute mentre il Comune ricorre sistematicamente all’anticipo bancario. Apprezziamo la relazione semplificata allegata al rendiconto: è un passo nella direzione giusta. Ma la trasparenza vera si misura anche sulla disponibilità a rendere conto delle spese più controverse.

10. LA RESPONSABILITÀ NON SI SCEGLIE A CONVENIENZA
C’è una parola che il Sindaco usa spesso nel suo comunicato: responsabilità. La usa quando rivendica l’aumento dell’IMU. La usa quando parla delle scelte difficili. La usiamo anche noi, ma con un significato più ampio. Responsabilità significa non scegliere di cosa essere responsabili a seconda del momento. Significa non presentarsi agli elettori come eredi e continuatori di un’esperienza amministrativa, per poi — una volta eletti — additare quella stessa esperienza come la fonte di tutti i mali. In questa Giunta siedono persone che hanno governato questo Comune negli anni precedenti. Il Vicesindaco era lì. Il Sindaco stesso ha ricoperto ruoli amministrativi in quelle stesse amministrazioni. Non si può essere stati parte della soluzione ieri e vittime del problema oggi. Non funziona così. Non è onesto, e i cittadini di Acqualagna lo sanno. Assumersi la responsabilità del presente va benissimo — lo chiediamo e lo rispettiamo. Ma assumersi la responsabilità significa anche smettere di usare il passato come alibi permanente, soprattutto quando quel passato lo si è costruito insieme. Il barile non si scarica su chi non può più rispondere. Si guarda avanti, con onestà.

IN CONCLUSIONE
Non siamo qui per negare i progressi, quando ci sono. Siamo qui per garantire che nessun numero rimanga senza domanda, e che le priorità dell’Amministrazione continuino a essere misurate rispetto ai bisogni reali delle persone che vivono ad Acqualagna ogni giorno.
Questo è il nostro ruolo, e lo eserciteremo con rispetto e con rigore.

Partito Democratico — Circolo di Acqualagna

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