La valida proposta avanzata dalla consigliera regionale Micaela Vitri per il riconoscimento del Cammino di Sant’Ubaldo anche nelle Marche rappresenta un’opportunità importante non soltanto sul piano turistico, ma anche sotto il profilo culturale e identitario di un tratto significativo dell’Appennino umbro-marchigiano nel quale sarebbe poi scaturito il Ducato dei Montefeltro e dei Della Rovere. Proprio partendo da questa iniziativa potrebbe oggi aprirsi una prospettiva ancora più ampia, ossia quella di un “Cammino spirituale dei santi Ubaldo e Rainerio”, capace di collegare Gubbio, il Catria, Fonte Avellana, Cantiano e Cagli e, sul versante del Nerone, Apecchio e Piobbico fino ad idealmente affacciarsi sulla sponda adriatica della Dalmazia. Non tutti sanno infatti che San Rainerio (1100 ca.-1180), monaco avellanita e vescovo di Cagli per quasi vent’anni (dal 1156) e poi arcivescovo di Spalato, fu legato da una profonda amicizia intellettuale a Sant’Ubaldo (1084-1160) vescovo di Gubbio dal 1129. Entrambi consentono di concentrare l’attenzione odierna sul grande centro spirituale di Fonte Avellana e sulla stagione della riforma religiosa del XII secolo che segnò profondamente questi territori. Fu lo stesso vescovo Rainerio, all’indomani della morte, che fornì importanti notizie per la stesura della biografia Vita b. Ubaldi. Questa antica relazione tra due Santi amici offre oggi l’opportunità di costruire un grande itinerario culturale e spirituale capace di unire Marche e Umbria in una dimensione europea e adriatica. Un cammino che racconta l’Europa medievale attraverso le sue reti religiose, monastiche e culturali, collegando simbolicamente l’Appennino centrale alla Dalmazia lungo l’antica direttrice dell’Adriatico e precisamente a Spalato dove le reliquie di San Rainerio sono custodite. Il percorso attraverserebbe eremi, abbazie, città, montagne e paesaggi di straordinaria bellezza, intercettando la crescente domanda di turismo lento, pellegrinaggi e cammini culturali. In questa visione Cagli potrebbe assumere un ruolo rilevante quale cerniera tra il mondo ubaldiano, Fonte Avellana e la proiezione adriatica di San Rainerio verso Spalato. L’auspicio è che attorno alla proposta sul Cammino di Sant’Ubaldo possa ora svilupparsi un confronto più ampio tra istituzioni, diocesi, associazioni e territori per dare vita ad un progetto culturale capace di raccontare, attraverso la storia di due Santi fraterni amici, l’anima profonda dell’Appennino centrale e la sua storica apertura verso l’Europa adriatica. In tal senso come Gruppo Consiliare annunciamo il deposito di una proposta di delibera al Consiglio Comunale di Cagli per il riconoscimento del valore dell’itinerario dei due Santi.
Il Capogruppo di Fare Comune Cagli - Alberto Mazzacchera






















