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Iniziative ed eventi in programma con musica e gastronomia dal mondo. Gratuiti i concerti di Bambara Files feat. Mama Diabate e L’ora del funambolo

Torna Popoli in Festa, l’evento dedicato alla comunità, all’inclusione e alla valorizzazione delle tradizioni dei popoli del mondo che propone tre giorni di incontri, culture, sapori, musica e condivisione nel cuore di Fermignano.

<Quest’evento contraddistingue il nostro Comune da diversi anni -spiega l’assessore agli eventi Monica Scaramucci-: siamo cresciuti con il progetto e ora Popoli in Festa vede la partecipazione di tante comunità che fanno parte di Fermignano e che collaborano con noi al fine di fare rete e di contaminare tutto il tessuto cittadino con le diverse culture. L’idea che ci muove è quella di fare uscire il valore della multiculturalità con diversi significati, il primo dei quali è sicuramente conoscersi per apprezzarsi e convivere al meglio. Si parte da due aspetti immediati, quelli che ogni cultura si porta dietro e che spesso arrivano prima delle parole: la gastronomia e la musica,

dei linguaggi universali caratteristici di tutti i popoli. Siamo orgogliosi del percorso fatto e per questa edizione abbiamo cambiato il format riscontrando una crescente collaborazione con i diversi attori e centrando un obiettivo importante, rendere tutti protagonisti in varie azioni animando il paese. Il percorso che dura tutto l’anno e che si concretizza in questi tre giorni sta dando i suoi frutti>.

Tanti, infatti, i soggetti coinvolti nell’organizzazione dei tre giorni di festa: dalla partecipazione di Slow Food, partner ormai consolidato di attività durante l’anno, fino a CNGEI Fermignano, Istituto comprensivo Bramante, Croce Rossa Italiana, Il Vascello, Psicolagya e Perseo Onlus e la Proloco. Tra gli eventi anche la partecipazione di cittadini e attività commerciali fermignanesi come Josi Brandi e Laboratorio Confine di Giulia e Paolo Brandi.

IL PROGRAMMA – Si comincia mercoledì 3 giugno in piazza Giorgiani alle 16.30 con una tavola rotonda sul progetto “La Storia siamo Noi: pratiche di comunità”, un dialogo con Simona Cardinali, Cristiana Colli, Giovanni Gaggia, Pietro Gaglianò, Francesco Perozzi e i docenti dell’Istituto Comprensivo.

La storia siamo noi” è un progetto che ha attraversato lo spazio civico di Fermignano per 4 anni, coinvolgendo la comunità, i vecchi e i nuovi abitanti, le giovanissime e non più giovani generazioni in un programma di attività artistiche e educative, realizzato da Giovanni Gaggia, artista, e Pietro Gaglianò, critico d’arte.

I progetti che hanno preso vita in questi anni hanno messo al centro la voce dei tanti popoli radunati a Fermignano, le loro voci, le loro storie. Culmine di questo percorso è l’opera: Il mare a Fermignano che ha visto la partecipazione di tanti bambini e bambine della città, con la produzione di un ampio arazzo e la creazione di un monumento audio con tutte le loro voci. L’edizione 2026 si pone come momento di resoconto e restituzione permanente, sviluppandosi attraverso un dialogo con la comunità, con la presentazione in piazza dell’opera finale in un momento performativo collettivo e la sua successiva installazione presso gli spazi comuni dell’Istituto Comprensivo Donato Bramante. Seguirà un apericena dal Marocco a base di cous cous e the.

Giovedì 4 giugno dalle 16.30 in piazza Giorgiani saranno coinvolte le scuole assieme ai centri Posto delle Viole e Casa del Sole per un laboratorio teatrale a cura di Alice Toccacieli. Dalle 17.30 i bambini dell’asilo nido avranno un laboratorio a loro dedicato seguito dalle letture dal mondo degli Scout CNGEI Fermignano e dall’esibizione del Coro Scolastico.

Alle 17.20 al via la passeggiata guidata da Josi Brandi per conoscere il centro storico di Fermignano con cenni di storia sull’origine storica del borgo.

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Alle 20 la cena multiculturale a cura del Laboratorio Confine con piatti provenienti da Romania, Cina, Costa d’Avorio e Albania (costo 15€, necessaria prenotazione) seguita dal concerto di Bambara Files feat. Mama Diabate (guidato da Sandro Joyeux).
Dopo il concerto gli Scout CNGEI Fermignano proietteranno il film “La Storia di Souleymane” con la presentazione dell’esperienza dei Fornelli Resistenti Pesaro.

Venerdì 5 si comincia alle 16.30 con i balli di gruppo dei vari popoli partecipanti e alle 18 si entra nel vivo della collaborazione Slow Food con il progetto Buoni Come Il Pane, mettendo le mani in pasta per un laboratorio di panificazione con le ricette del pane tradizionale delle 7 comunità partecipanti. Alle 17.20 parte la seconda passeggiata per conoscere il centro storico di Fermignano che tornerà in piazza per l’apericena con i pani preparati durante il laboratorio oppure per una cena marocchina a cura del ristorante Zenzero di Pesaro. Alle 21.30 in concerto L’ora del funambolo (Elisa Ridolfi Trio).

I CONCERTI- Le band che saliranno sul palco arrivano a Fermignano con la collaborazione di Urbino Jazz Club: “L’obiettivo centrale che ci siamo posti -spiega Riccardo Conte- in perfetta sintonia con lo spirito della manifestazione, è stato quello di tradurre in musica i concetti di accoglienza, scambio culturale e dialogo tra i popoli. Per farlo, abbiamo voluto puntare su una proposta artistica di assoluto spessore, selezionando due progetti guidati da interpreti straordinari che hanno fatto dell’incontro con “l’altro” la propria cifra stilistica e di vita. La nostra scelta è ricaduta su due proposte di altissimo profilo: Bambara Files feat. Mama Diabate (guidato da Sandro Joyeux) e L’ora del funambolo (Elisa Ridolfi Trio).

Sia Sandro Joyeux che Elisa Ridolfi sono due catalizzatori di anime, leader capaci di caricarsi sulle spalle il peso e la bellezza di storie lontane e vicine, guidando ensemble di musicisti eccezionali. Entrambi gli artisti, nel corso delle loro carriere, non si sono limitati a “eseguire” musica, ma hanno costantemente parlato degli altri popoli e vissuto insieme agli altri popoli. La loro musica è il risultato di un’immersione antropologica e umana autentica.

È musica che nasce dal popolo, che ne racconta le fatiche, le gioie e le migrazioni, e che possiede la capacità innata di parlare a chiunque, abbattendo barriere geografiche e linguistiche”.

Slow Food non ha voluto far mancare il proprio supporto all’iniziativa: “Vogliamo parlare di comunità e condivisione tramite il cibo –spiegano Marica Bruno, vicepresidente di Slow Food Urbino e Francesca Giardina, segretaria di Slow Food Urbino-. Il pane è il simbolo di semplicità e universalità. “Buoni come il pane” è una espressione comune che riteniamo ora sia necessaria: in questo momento storico dove si alzano muri pensare a qualcosa che accomuna tutti è doveroso. Il pane prende tutto il mondo, può cambiare un ingrediente o una ricetta ma è sempre momento di incontro e di condivisione. Tuteliamo inoltre le tradizione alimentari, uniamo saperi e sapori -come diceva Carlo Petrini-. Il cibo non è solo nutrimento ma anche unione e dialogo. Ci saranno postazioni in piazza per la preparazione dei pani ma anche persone con cui condividere la narrazione, i racconti, le tradizioni. Tutte le ricette saranno raccolte in un ricettario che verrà consegnato ai partecipanti”.

Tra i protagonisti anche Giulia Brandi di Laboratorio Confine: <Il cibo è la mia passione proprio perché simboleggia lo stare insieme, è cultura, unione ma anche pace. Fateci caso: quando si mangia c’è sempre uno spirito di pace e condivisione. Unire tanti tipi di cucina è il primo passo per vivere in armonia. Laboratorio Confine partecipa perché sposa pienamente questa visione>.

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