carne
iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
legno

L’ultimo dei fuochi d’artificio è sempre quello più fragoroso e spettacolare. Tale da lasciare chi guarda a bocca aperta per maestosità scenografica e impatto emotivo. Così è stato in occasione dell’evento di chiusura dell’estate fanese, con il sipario idealmente calato da Enrico Ruggeri, che in Sassonia ha radunato la solita marea di folla, tra aficionados della prima ora e neofiti appena acquisiti alla causa, intercettando generazioni diverse, unite dal filo rosso dei testi di un cantautore come in giro ce ne sono pochi e non da oggi. Intelligente senza essere per questo cerebrale e contorto.  Sempre profondo ed ispirato, mai banale. Coerente con se stesso. Umile e alla mano nonostante una strepitosa carriera ormai più che quarantennale. E capace di rinnovarsi continuamente, evolvendo con il tempo come il buon vino ed evitando di rimanere imprigionato in questo o quello stereotipo. Il Rouge, supportato da una band  di primissimo ordine (stratosferiche le chitarre al suo servizio), ha regalato una serata a tutto rock, facendo salire l’adrenalina a mille e parlando alla mente e al cuore dei presenti come solo lui sa fare. Si è trattato in definitiva del classico botto conclusivo di un’estate fantastica, come chiosano gongolando soddisfatti istituzioni, operatori e quant’altri hanno beneficiato a vario titolo di una stagione che ha portato a Fano turisti a frotte e da ogni dove. Ripagati da un’offerta ricca, diversificata, in grado di accontentare tutti i palati e ogni tasca. Ampliando l’analisi e uscendo dal contesto temporale, è inutile fare l’elenco degli innumerevoli eventi (tra Carnevale, festival, rievocazioni storiche, sport, rassegne culturali, musica, teatro, arte e via discorrendo) che la Città della Fortuna sa mettere sul piatto della propria offerta attrattiva. Sappiamo infatti quasi a memoria quali e quante occasioni di svago e intrattenimento ci sono in calendario e, si badi, non solo nei pochi mesi del sole alto in cielo. Già, perché la scaletta delle iniziative spazia da inizio a fine anno, praticamente senza soluzione di continuità, abbracciando in un unicum imperdibile tutte le stagioni. È proprio questo punto che fa la differenza rispetto ad altre località. Fano riesce a proporsi sempre e comunque come non è in grado di fare chi punta solo sull’episodicità, magari anche di grande richiamo ma isolata e a conti fatti fine a se stessa. Non siamo, e non vogliamo essere, meta da toccata e fuga. Siamo terra di mare, dice lo slogan, ma è vero solo in parte. Che siamo molto di più e di meglio. Luogo da vivere e godere tutti i giorni.

scarpe firmate
Sandro Candelora - (Opinionista)     

arredamento interno
irish pub cantiano
scarpe moda
sagra uva
moda donna