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Liberi cittadini per libere spiagge a Fano. Uno slogan che riassume i contenuti del raduno, sabato scorso a Sassonia, organizzato per sensibilizzare i fanesi sull’importanza di tutelare la costa priva di concessioni balneari. Hanno partecipato circa cinquanta persone. Un’iniziativa di breve durata, anche a causa del caldo pesante, che si lasciava spiegare da un paio di cartelloni e dallo striscione con la scritta Liberi cittadini per libere spiagge. «Non si è trattato di una protesta, è stato invece un modo per ribadire che la fruibilità gratuita dell’ambiente, la sua cura e la sua protezione, sono gradite al turista», ha detto Melissa Rosati del gruppo promotore. Negli ultimi dieci-dodici anni, poi, per effetto della crisi economica è parecchio cresciuto il numero di coloro che frequentano le spiagge libere. Molti non possono permettersi la spesa per ombrellone e sdraio negli stabilimenti balneari, ma sono numerosi anche coloro che difendono per questioni di principio il diritto alla tintarella-fai-da-te. Il raduno a Sassonia è stato organizzato nei giorni scorsi come risposta al dibattito sugli ombrelloni per i clienti degli alberghi: le associazioni di categoria (sia gli albergatori sia gli operatori balneari) avevano proposto due diverse soluzioni per trovare ulteriori spazi sulle spiagge libere, ma la giunta comunale di Fano ha escluso entrambe le ipotesi, anche in caso di previsione solo temporanea. Dopo la scelta dell’amministrazione fanese, salutata come un successo dal gruppo dei liberi cittadini per libere spiagge, il raduno a Sassonia è stato comunque confermato per la sua funzione informativa. Il gruppo promotore ha infatti richiamato la situazione nazionale, ricordando che «negli ultimi tempi la concessione di spiagge a privati è aumentata in modo sensibile, al punto che il nostro Paese, seppur circondato dal mare quasi nella sua interezza, è ultimo in Europa per la disponibilità di spiagge libere». A Fano «soltanto il 25 per cento» degli arenili è esterno al perimetro delle concessioni. Diversi turisti si sono fermati durante il raduno per chiedere chiarimenti oppure per seguire le fasi dell’iniziativa.

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Nelle foto alcuni momenti del raduno a Sassonia

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