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Leggo con interesse e mi sbalordiscono le dichiarazione del ri-candidato consigliere regionale Minardi rilasciate ad un quotidiano locale martedì 25 agosto. L’esponente politico del Pd finalmente si assume le responsabilità personali e del suo partito, il Pd, per come è stata gestita la sanità in particolar modo nella nostra provincia e a Fano. Forse incautamente o forse inconsapevolmente, ma non credo, ammette di essere responsabile  dello sfascio sanitario nella terza città delle Marche con il conseguente smantellamento dell’ospedale Santa Croce di Fano con il rischio futuro di chiusura. Esso dichiara pubblicamente che al Santa Croce rimarranno i servizi quotidiani di cui il cittadino ha bisogno ed elenca le specialità (pronto soccorso, medicina di urgenza, diagnostica per immagini, day hospital oncologico e visite specialistiche) insomma Minardi mostra un ospedale smantellato ormai da tempo e fa finta di non sapere che per il Santa Croce, nel nuovo piano sanitario, non è contemplato alcun livello ma semplicemente uno stabilimento facente parte dei bisogni di Marche Nord Pesaro (delibera 523 del 2018). Infatti come abbiamo già ripetuto più volte, ma è evidente, al suo interno non ci sono più i REPARTI SPECIALISTICI, non c’è più la CHIRURGIA H24 (senza quest’ultima non può esserci un ospedale) e il pronto soccorso ha un codice rosso di STABILIZZAZIONE (significa che nel caso un paziente in codice rosso rischia, per arrivare a Pesaro, passa prima per Fano  dove viene stabilizzato per poi proseguire il cammino fino al pronto soccorso del San Salvatore). Per la diagnostica per immagini si viene indirizzati dal Cup a Pesaro ma se non c’è posto si può arrivare ad avere un appuntamento fino ad Ascoli Piceno. Questo è il modo per favorire la sanità privata anche quella convenzionata in Regione e fuori Regione (infatti la mobilità passiva trabocca). In merito ai 100 (cento) posti letto RSA è evidente che la paura di perdere le elezioni fa si che è meglio non dirla tutta. Infatti le RSA non sono proprio del tutto gratis ma c’è un tempo di convenzione dopodiché bisogna pagare per tenere un paziente in uno di quei tristi letti. Insomma leggo che l’onnipotenza del consigliere Minardi va oltre perché nella sua intervista dice: “Io l’ospedale di Fano l’ho difeso con i denti”. Ricordo che la delibera 523 del 2018 (quella delibera che lo stesso consigliere disse “non si tocca”) a firma del sindaco di Fano e del presidente della Regione Ceriscioli non solo ha silenziosamente smantellato il Santa Croce ma lo ha sottratto dello status di ospedale perché (è scritto nella delibera) quello che era il nosocomio della terza città delle Marche ora è un stabilimento (ruota di scorta di Marche Nord) una struttura da usare in momenti di bisogno anche come semplice magazzino della sanità. Inoltre sempre nella intervista c’è una dichiarazione che è un allarme per tutta la Regione perché esso dichiara che la delibera 523 sarà presa come modello per la sanità regionale.
Non entro nel merito dei 20 milioni di euro che come avevo già dichiarato in precedenza sulla stampa è uno stanziamento previsto sempre in quella delibera 523 del 2018. Soldi stanziati con il fine di creare una viabilità veloce per raggiungere l’eventuale mastodontico ospedale unico provinciale che per paura di non prendere voti, nel nuovo piano sanitario, lo hanno chiamato nuovo ospedale Pesaro-Fano dicitura che cerca di camuffare la verità…
Nuova Fano  Stefano Pollegioni

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