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La Flaminia è stata dal 220 a.C la via di collegamento veloce tra Roma e l’Adriatico. Oggi, però, il tratto marchigiano da Fano al confine umbro, rischia di restare un’infrastruttura marginale, mentre la modernizzazione di questo asse, puntando su Gubbio, rappresenta una scelta decisiva per il futuro delle Marche del nord e dell’Umbria.

Il nodo è duplice: da un lato la SS452 “della Contessa”, con una galleria problematica e carreggiate strette, dall’altro il tratto della Flaminia tra Acqualagna-Cagli-Cantiano, rimasto a due corsie e teatro negli anni di gravi incidenti. L’ammodernamento eliminerebbe una grave strozzatura della viabilità marchigiana ed in particolare della Provincia di Pesaro e Urbino.

Inoltre il potenziamento della Fano-Gubbio avrebbe una ricaduta notevole sull’intera viabilità tra Tirreno e Adriatico, tra ovest ed est d’Italia. I dati altimetrici parlano chiaro: la Galleria della Contessa si trova a circa 646 metri, mentre il nuovo tracciato scenderebbe a circa 550 metri. Quasi 100 metri più in basso, con un valico più sicuro e percorribile. Il confronto con la E45 è eloquente dove con il passo del Verghereto si sale a circa 800 metri, un punto critico in inverno, soggetto a neve e ghiaccio. Il nuovo asse Fano–Gubbio garantirebbe invece percorribilità tutto l’anno senza rischi invernali.

Ma il potenziamento non interessa soltanto il territorio di confine tra Marche e Umbria. È un tema che riguarda l’intera provincia di Pesaro e Urbino che per oltre due millenni si è struttura grazie a questo potente asse viario. In primo luogo Fano, che risente della mancanza di un collegamento rapido con l’Umbria: una carenza che penalizza il turismo e riduce i flussi commerciali.

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Non si tratta solo di viabilità, ma di visione politica. Senza infrastrutture moderne le aree si spopolano, le imprese rinunciano a investire. Con un corridoio sicuro tra Fano e Gubbio e dunque da un lato Perugia e Roma e dall’altro Umbertide e Città di Castello/Arezzo, si restituisce centralità a un territorio oggi marginalizzato e si crea un collegamento vitale tra porti, aree produttive e grandi mercati.

Di questo si parlerà a Cagli, oggi lunedì 15 settembre alle ore 18:00 in Piazza Niccolò IV (sotto il Teatro). Interverranno Matteo Ricci, candidato presidente delle Marche; Francesco De Rebotti, assessore alle infrastrutture della Regione Umbria; Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia; Giuseppe Paolini, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino. Modererà Alberto Mazzacchera, capogruppo Fare Comune, con l’intervento di Alessandro Piccini, candidato consigliere Marche e presidente dell’Unione Montana Catria e Nerone.

L’appuntamento vuole essere un segnale chiaro di svolta nel dibattito delle infrastrutture umbro-marchigiane: il potenziamento della Fano–Gubbio (che significa un tratto di circa 22 km) non è un’opera locale, ma una scelta strategica che può ridisegnare i rapporti tra Marche, Umbria e Roma, restituendo competitività, sviluppo e futuro.

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