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Dalla conferenza stampa di Colli al Metauro è emerso che sono dieci i Comuni attraversati della ciclovia del Metauro: Fano, Cartoceto, Colli al Metauro, Montefelcino, Fossombrone, Fermignano, Acqualagna, Urbino, Cagli e Cantiano per una lunghezza di 74 km, di cui 16,4 finanziati per la realizzazione del primo tratto fino a Tavernelle. Già stanziato di 4,5 milioni. I lavori al via nel 2021. Il percorso di particolare suggestione naturale e paesaggistica, costeggia la tratta ferroviaria richiamando la Flaminia «conosciuta in tutto il mondo» ha sottolineato il consigliere regionale Andrea Biancani. Alla presenza dei sindaci di Colli al Metauro Stefano Aguzzi e di Fano Massimo Seri, il presidente della Regione Luca Ceriscioli ha precisato che «continua il tour sul territorio per presentare le ciclovie delle Marche, un progetto ambizioso per il futuro sostenibile della nostra regione. Il progetto, che unisce di fatto Le Marche e non solo simbolicamente, prevede una linea di carattere nazionale che percorre il litorale adriatico e dodici direttrici trasversali a pettine lungo le principali aste fluviali. La Regione Marche è capofila di quelle adriatiche interessate dal percorso lungo mille 127 km, con 17 province e 6 regioni». La ciclovia é stata programmata «come elemento di mobilità integrata e sostenibile e non interferisce con l’eventuale riattivazione della linea ferroviaria Fano-Urbino in chiave turistica. Peraltro con un pendenza del 2.5% sarà percorribile da chiunque e costituirà un collegamento senza rischi tra rioni, abitati, centri commerciali, insediamenti produttivi e bellezze naturali». Entusiasti i sindaci Aguzzi e Seri perché «stavolta non si parla di progetti, non si ricorre a belle narrazioni che non corrispondono alla realtà quotidiana. Piuttosto siamo di fronte ad un progetto che sta per decollare e diventare realtà grazie all’ottimo lavoro condotto dalla Regione Marche». L’obiettivo è «realizzare una infrastruttura leggera ciclopedonale, meglio ancora una dorsale cicloturistica e non un itinerario promiscuo. L’asse portante si sviluppa prevalentemente nel contesto extraurbano incrociando reti secondarie di penetrazione nei centri urbani per garantire sicurezza, economicità, flessibilità modale e attrattività». Aspetto sottolineato a più voci «il fatto che si ponga fine ad una diatriba trentennale tra ferrovia o pista ciclabile, stavolta siamo di fronte ad una scelta che salvaguarda tutte le possibilità e dal mare consente di arrivare a Urbino» ha rimarcato il vice presidente del consiglio regionale Renato Claudio Minardi. «Nelle aree toccate dal tracciato – ha ripreso il presidente Ceriscioli – sono presenti strutture ricettive già attrezzate per fornire servizi ai biker o che stanno facendo investimenti per i biker hotel. Sono presenti numerose attività che forniscono servizi sempre più rivolti a chi sceglie di spostarsi in bici». La ciclovia idea vincente per promuovere il territorio, superare le divisioni e i campanilismi, tutelare l’ambiente, riscoprire scenari unici e, non da ultimo, richiamare turisti alle prese con la riscoperta dei valori dell’amicizia e della stare in salute.

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