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FOSSOMBRONE La professoressa Adriana Rossi Cenerelli ha realizzato il bozzetto del monumento alle filandaie di Fossombrone. Al progetto collabora Aldo Ciaffoni. L’idea è nata «perché Fossombrone è stato il paese della bachicoltura. Già nel 1865 era nata la Società del Mutuo Soccorso di cui facevano parte numerose setaiole e alcuni filandieri per “aumentare le mercedi alla molte filatrici di seta…ridurre l’orario dei lavoratori poiché le condizioni lavorative erano particolarmente dure e lo sfruttamento pesante” come si legge nei riferimenti storici tratti dal libro di Renzo Savelli “Filande e filandaie di Fossombrone” della Editrice Sindacale Italiana». Favorevoli al monumento si sono detti il sindaco Gabriele Bonci e il direttore onorario dei beni culturali di Fossombrone architetto Marco Luzi. L’iniziativa vede anche il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali «che hanno sostenuto in vario modo il lavoro delle filandaie e la loro ripresa dopo gli eventi bellici della prima metà del Novecento». Si vuole evitare «il rischio che in futuro non si ricordino più i sacrifici, i dolori, gli stenti, la miseria ma anche la maestria di generazioni e generazioni di donne che malamente vestite e ancor peggio nutrite producevano seta». Le pagine dello storico Renzo Savelli evocano momenti drammatici «pensando al sacrificio delle giovinette di Fossombrone che tornavano a casa la sera con le mani “sobbollite” e che tanta parte hanno avuto nello sviluppo della città».

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