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Coronavirus, i tre vescovi della metropolia specificano le misure da adottare fino al 3 aprile riguardo all’apertura dei luoghi di culto e alle celebrazioni liturgiche. L’intervento fa seguito al decreto governativo di ieri, che inserisce la nostra provincia nella zona rossa, e invita la comunità ad attenersi in modo scrupoloso alle disposizioni.

I vescovi Piero Coccia (Pesaro), Giovanni Tani (Urbino, Urbania, Sant’Angelo in Vado) e Armando Trasarti (Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola) hanno dunque stabilito che le chiese possono rimanere aperte per la preghiera personale, a condizione di adottare tutte le misure di sicurezza indicate dal decreto governativo. Le messe festive e feriali «sono rigorosamente sospese», i sacerdoti dovranno celebrarle in forma privata. In questo lasso di tempo anche i funerali non sono da celebrare in forma pubblica, indispensabile invece limitarsi «alla benedizione della salma, possibilmente all’obitorio oppure al cimitero».

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Sospese inoltre le benedizioni pasquali alle famiglie, insieme con tutte le attività formative e pastorali che prevedono assembramento di persone, come catechesi oppure oratori per fare due esempi. La visita agli ammalati, infine, deve avvenire «nel rispetto delle regole di sicurezza» previste dal decreto ministeriale. La nota dei tre vescovi si conclude con l’invito a intensificare la preghiera personale e in famiglia, ad approfondire la parola di Dio e a riflettere sul valore della vita, «che va sempre tutelata». Espresse solidarietà a tutti quanti sono colpiti dal virus e gratitudine verso coloro che si stanno adoperando per contenerlo e debellarlo.

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