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Una mozione per la tutela delle ricercatrici e dei ricercatori precari dell’Università di Urbino Carlo Bo è stata depositata in Consiglio comunale su iniziativa dell’Assemblea precaria universitaria di Urbino (Apu). Il testo, che verrà presentato dal consigliere comunale Oriano Giovanelli, sarà discusso nella prossima seduta. Il precariato universitario non è un fenomeno marginale, ma un problema che incide sulla qualità della ricerca pubblica e sul futuro della città”, afferma l’Assemblea, che chiede al Comune “una posizione chiara” su un tema che riguarda “libertà, indipendenza e diritti dell’intero comparto della ricerca in Italia”. Secondo Apu, il decreto legge 1240/2024 e il decreto legge 45/2025 introducono nuove “figure para-subordinate” e “contratti privi di tutele”, “ampliando la frammentazione del pre-ruolo”. Migliaia di ricercatrici e ricercatori restano in percorsi senza stabilità, mentre i tagli ai finanziamenti riducono le possibilità di assunzione. La mozione – sulla scia di un’iniziativa simile a Modena – chiede al Comune di “difendere l’autonomia dell’università pubblica, sostenere la stabilizzazione del personale precario e farsi portavoce presso governo e parlamento della necessità di un cambio di rotta nelle politiche su ricerca e università”.

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