Giacomo Rossi, consigliere comunale di Apecchio e membro del Coordinamento civico Marche lancia un nuovo appello alle istituzioni affinché diano risposte immediate e certe alle aziende e ai professionisti costretti a sospendere e limitare le loro attività a causa del virus. Dice Rossi: “Oltre all’emergenza sanitaria di primaria importanza e all’attuazione delle misure di contenimento, è opportuno che le istituzioni si occupino anche del presente e del futuro prossimo delle tantissime realtà produttive e di quei professionisti che hanno dovuto sospendere o limitare fortemente le loro attività. Le aziende infatti non sanno ancora cosa fare e se lo Stato attuerà per loro e per i lavoratori delle misure di supporto. Anche da cosa deciderà lo Stato, una azienda o un professionista riesce a programmare la propria attività immediata ed il proprio futuro lavorativo. Senza risposte certe ed immediate, continua un caos che si va ad aggiungere all’ulteriore caos”.
Aggiunge Rossi: “Già i danni economici di questa epidemia sono stati rilevantissimi. È opportuno sostenere le aziende e i professionisti i quali, con il loro gettito fiscale, fanno andare avanti l’apparato statale tra cui l’importantissimo comparto sanitario che in questo momento ha sicuramente bisogno di più sostegno. Tra le categorie più colpite, penso per esempio ai tanti lavoratori dello spettacolo; musicisti, attori teatrali, artisti e relativi comparti costretti a chiudere bottega per rispettare giustamente i vari divieti. Ma a loro, chi li tutela? Questa gente di cosa campa se non lavora? Siamo amici dell’arte e della cultura solo quando ci fa comodo?”. Conclude Rossi: “Possibile che chi produce reddito, gettito e lavoro come gli imprenditori, i commercianti e le varie partite iva siano sempre le categorie meno tutelate? C’è una forte emergenza sanitaria che va seguita primariamente e ne siamo tutti consapevoli ma non possiamo ignorare l’altra emergenza correlata e contestuale, quella economica. I settori istituzionali che dovrebbero seguire l’economia e il lavoro, in questo momento, cosa stanno facendo?”.






















