Assistenza domiciliare, attivati a Fano gli interventi in via straordinaria. I servizi riconvertiti «saranno a totale carico del Comune», assicura l’assessore alle Politiche sociali, Dimitri Tinti. L’amministrazione comunale ha inoltre sospeso la fatturazione delle quote a carico delle famiglie, rinviandola al 30 giugno prossimo. Nella giornata odierna gli uffici comunali hanno concluso la ricognizione sulle situazioni più critiche, dopo che sono stati sospesi a causa dell’emergenza coronavirus il servizio di assistenza domiciliare per le persone anziane non autosufficienti, per le famiglie con minori problematici, con adulti fragili e con figli disabili. È stata inoltre interrotta per le stesse ragioni l’attività dei centri diurni, dei centri sociali e degli orti. Ora l’assessorato ha stabilito che in una dozzina di situazioni deve essere proseguita l’assistenza a domicilio. Spiega Tinti: «In questi casi è evitabile il contatto fisico, per esempio la pulizia di persone non più autonome, e di conseguenza il servizio è attivato con ogni precauzione richiesta dall’emergenza sanitaria. Abbiamo preparato una liberatoria per le famiglie interessate, qualcuna ha già declinato la proposta». Ovunque non sia indispensabile il contatto fisico, l’assistenza domiciliare è stata invece sostituita da un’assistenza a distanza, sempre di carattere straordinario. Può essere usufruita al telefono oppure al computer. «Abbiamo coinvolto i gestori dei servizi, le famiglie, le loro associazioni e gli insegnanti di sostegno», specifica Tinti. Per entrambe le tipologie di assistenza straordinaria, dunque, l’amministrazione fanese si farà carico totale delle spese. In conclusione l’assessore Tinti replica ad alcune contestazioni ricevute negli ultimi giorni: «Tutti siamo preoccupati, ma dobbiamo restare seri, rigorosi e responsabili. Il mio appello è di evitare le polemiche, a maggior ragione in un tale momento. Sappiamo bene quali siano i disagi per le famiglie alle quali sono stati sospesi dei servizi in via precauzionale, ma erano necessarie decisioni difficili, che non sono state prese a cuor leggero e che sono orientate a una chiara priorità: tutelare la salute delle persone più fragili».






















