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Alberto Berardi (al centro nella foto) è morto oggi pomeriggio nell’ospedale a Senigallia, dove era ricoverato da qualche giorno per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Aveva 76 anni e per lungo tempo era stato protagonista della vita politica, culturale e istituzionale a Fano, ma non solo: assessore in Comune e poi in Provincia, consigliere comunale, vice presidente di Fondazione Carifano, segretario regionale del Partito repubblicano, presidente dell’Ente Manifestazioni e della Federazione italiana Carnevali. Docente universitario di storia e insegnate di lettere in pensione, esperto di cultura e di arte, è stato l’antesignano della battaglia per la restituzione del Lisippo, promuovendo il ricorso contro il Getty Museum. Il sindaco Massimo Seri ha ricordato con emozione l’amico che, ormai lontano dall’agone politico, lo chiamava per offrirgli consigli e suggerimenti dettati dall’esperienza: «Lascia una grande eredità e un vuoto difficile da colmare. Era un protagonista assoluto, una parte della storia fanese negli ultimi cinquant’anni». «Fano perde un intellettuale brillante e appassionato, un protagonista della vita civile e democratica», ha scritto l’assessore Samuele Mascarin, rivolgendo inoltre «un ideale e affettuoso abbraccio alla moglie Luciana». Berardi era per i 5 stelle fanesi una delle «voci più libere e pungenti», distintosi «sempre per l’originalità e l’acutezza dei suoi contributi». Niente di più facile però, come ha aggiunto il sindaco Seri, che Berardi rimanga nella memoria dei fanesi come «l’anima del Carnevale». Una passione ereditata dal padre Enzo, fondatore della Musica Arabita.

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