di Massimo Puliani, docente di Storia della Regia e regista
Berardi è sempre stato un protagonista della vita culturale e civile e politica di Fano. Berardi è stato poliedrico, brillante affabulatore, incallito divulgatore culturale, sostenitore dell’importanza del Carnevale di Fano a livello storico e un vero combattente per la causa del Lisippo. Da insegnante ha illuminato molte generazioni di studenti.Il sottoscritto lo ha visto avvicendarsi nell’insegnamento di Letteratura Italiana all’Istituto Commerciale con Valerio Volpini. E oggi molti studenti si uniranno a questo ricordo perché Berardi era un “punto di riferimento’ della comunità fanese. Tutti possono testimoniarlo, con piccoli e grandi episodi. Io grazie a lui ho potuto conoscere da giovanissimo Giorgio Gaber. Berardi lo stimava e spessissimo lo chiamava in qualità di Assessore alla Cultura. Proprio nella serata alla Rocca dell’ l’anno scorso dedicata ai musicisti storici del cantautore milanese, Alberto fece una delle ultime sue uscite. Fu anche quello un incontro con lui sempre all’ insegna del buon gusto e della forza delle idee. Come collega universitario di Storia del Teatro (aveva un contratto con l’ Università di Urbino), ho grandi ricordi di lui in quanto la sua passione per l’Arte Drammatica era (seppur io avessi fatto esperienze più legate alla ricerca e all’innovazione) piena di punti in comune. Ci ritrovavamo sulle analisi critiche, sui valori sociologici del teatro, sull’importanza della vocazione teatrale di Fano che ha dato i natali a Torelli, Rossi, Ruggeri. E del politico Berardi vorrei ricordare che fu un grande Europeista. Uno dei primi a crederci. E questo gli fa onore perché lui predicava, inneggiava e promuoveva un’idea federalista europea sui principi post bellici di Altiero Spinelli. Grazie Alberto per quello che hai fatto per la tua Fano.






















