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«Necessaria un’ordinanza che permetta i lavori per sistemare le spiagge». Appello alla Regione da parte dei concessionari fanesi, che a partire da oggi non potranno mettere piede sui loro arenili. Si tratta di una misura temporanea, che deriva dal nuovo decreto governativo anti contagio ma che sta creando non poca preoccupazione nella categoria. «Chiaro è – afferma Andrea Giuliani di Oasi Confartigianato – che gli stabilimenti non riapriranno fino al termine del contagio, questo aspetto è del tutto fuori questione, ma nel frattempo gli operatori potrebbero iniziare a sistemarli, altrimenti perderebbero un altro pezzo di stagione balneare, dai dieci giorni alle due settimane, per setacciare la sabbia, pitturare le cabine e per effettuare tanti altri interventi di manutenzione. Lavorerebbero all’aria aperta, in mezzo a una spiaggia, lontano da tutti». La pressante richiesta rivolta alla nostra Regione ha in Emilia Romagna un precedente cui ispirarsi: «Il governatore Stefano Bonacini ha emesso un’ordinanza come quella che proponiamo noi e le Marche dovrebbero fare la stessa cosa», specifica Giuliani. All’ente anconetano, in particolare all’assessore Moreno Pieroni, è indirizzato anche un altro appello: «Chiediamo – aggiunge Giuliani – che sia attivato al più presto il bando per le imprese balneari, dovrebbe essere utilizzato per risarcirle degli enormi danni provocati dall’epidemia. Invitiamo di conseguenza la Regione a prevedere una robusta disponibilità di risorse economiche, allargando quando più sia possibile il perimetro delle categorie finanziabili». Oasi Confartigianato si prepara infine a chiedere un taglio, pari al 50 per cento, del canone demaniale: «Lo prevede la legge 494 in caso di calamità o eventi straordinari. Si preannuncia un’estate drammatica, le prenotazioni turistiche sono a zero. Da ridurre anche l’Iva, perché nel comparto turistico i concessionari di spiaggia sono gli unici ad averla al 22 per cento, mentre negli altri casi è al 10 per cento. Dovrebbe essere stabilito con un provvedimento d’ufficio da parte dello Stato e allo stesso modo dovrebbe intervenire anche il Comune per ridurre la tassa sui rifiuti in rapporto ai giorni non lavorati».

Nella foto la spiaggia a Sassonia di Fano durante una precedente stagione balneare

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