Sono attesi fra tre giorni i buoni spesa per i nuclei familiari fanesi che si trovano in una pesante emergenza economica provocata dal protrarsi del contagio. Nel pomeriggio di ieri il sindaco Massimo Seri e buona parte della giunta comunale hanno spiegato i criteri per ripartire i 323.000 euro ricevuti dalla protezione civile, che fanno parte dei 400 milioni per interventi urgenti stanziati dal nuovo decreto governativo. I beneficiari sono stati divisi in due fasce: la prima riguarda circa 300 nuclei familiari, tra quelli già seguiti dai servizi sociali e quelli già esentati dal pagare le rette dei servizi educativi. Nel loro caso è previsto un percorso automatico per l’erogazione degli aiuti economici, quindi non dovranno depositare in Comune alcuna domanda per ottenerli. C’è poi un’ulteriore fascia, riguardante a sua volta nuclei familiari indigenti, che però ha ancora un perimetro indefinito anche per l’attuale difficoltà, è stato detto, di ottenere dati fondamentali dall’Inps. Da questo secondo elenco sono esclusi per decreto coloro che abbiano diritto ad altre forme di sostegno, come cassa integrazione, reddito di cittadinanza o indennità una tantum per professionisti. L’erogazione dei buoni pasto, in tal caso, è prevista entro la fine della prossima settimana. Il sindaco Seri ha specificato che «nessuno sarà lasciato indietro» e di conseguenza l’amministrazione fanese provvederà a un primo giro di ripartizioni, per poi verificare se rimangano risorse anche per una seconda erogazione. L’orientamento è di assegnare buoni pasto per un valore di 150 euro a ogni primo componente e di 50 euro per gli altri familiari, fino a raggiungere un tetto massimo di 350 euro. A questo proposito, però, sono ancora possibili modifiche all’importo totale. E non è detto, inoltre, che gli aiuti alimentari siano erogati sotto forma di buoni pasto. Gli uffici dell’ambito sociale 6 stanno infatti verificando se, in alternativa, sia possibile riversare l’equivalente valore economico nelle tessere sanitarie degli aventi diritto. Di sicuro questa soluzione permetterebbe «di guadagnare un po’ di tempo», ha specificato la coordinatrice Roberta Galdenzi. Al volontariato sociale si risparmierebbe di conseguenza la consegna di buoni pasto a casa dei beneficiari. Le risorse che saranno distribuite dall’amministrazione fanese permettono solo acquisti per stringenti necessità: cibo, igiene personale, prodotti farmaceutici da banco. L’assessore Dimitri Tinti ha spiegato che fra i Comuni dell’ambito è aperto il confronto sull’uniformità di azione riguardo ai criteri per fornire gli aiuti e alla platea dei beneficiari, mentre il vice sindaco Cristian Fanesi ha illustrato un grafico che indica un progressivo, seppur cauto declino dei casi positivi al Covid-19 nella nostra città.





















