
La Prefettura di Pesaro e Urbino continua a ricevere comunicazioni e richieste da imprese intenzionate a proseguire l’attività produttiva: fino alla giornata di ieri ne sono state protocollate 515. Di queste, 132 sono già state esaminate dallo specifico gruppo di lavoro, istituto negli uffici del palazzo Ducale a Pesaro, che si avvale del supporto fornito da guardia di finanza, vigili del fuoco e Camera di commercio. Sono stati inoltre attivati momenti di confronto e di informazione, con i sindacati e con le associazioni di categoria, sui criteri da utilizzare nelle valutazioni. «A breve saranno effettuati controlli e verifiche nelle singole aziende», specifica la nota della Prefettura. Prosegue intanto l’attività di controllo sul rispetto delle disposizioni anti contagio: ieri in tutta la provincia sono state effettuate 887 verifiche sul divieto di spostamento (contestate 37 violazioni), più altre 427 nelle attività commerciali, ma senza contestazione di illeciti. A proposito del divieto di spostamento, il Comune di Fano ha diffuso oggi dei chiarimenti sulla circolare ministeriale. «L’unica vera novità rispetto alle disposizioni precedenti – spiega l’amministrazione comunale – è per gli spostamenti riguardanti genitore e figli. La circolare precisa che è consentito, a un solo genitore, camminare con i propri figli minori, anche più di uno». Si considera che si tratti di «attività motorie all’aperto, purché in prossimità dell’abitazione». Ogni altro spostamento, invece, può essere effettuato solo per situazioni di necessità, salute o lavoro. Qualsiasi tipo di attività motoria può essere svolta solo nelle vicinanze di casa, sempre rispettando la distanza minima di almeno un metro tra le persone, mentre è proibita in parchi, giardini pubblici, ville, aree gioco e spiagge. Gli ospiti di strutture residenziali sono equiparati a una famiglia che viva sotto lo stesso tetto, quindi non infrangono il divieto di assembramento quando frequentano spazi comuni all’aperto. «L’invito – conclude l’amministrazione comunale – è di rimanere quanto più possibile in casa. L’inosservanza delle norme ministeriali può costare multe da 400 a 3.000 euro».





















