Un fanese di 63 anni è scampato a un infarto acuto grazie al tempestivo soccorso con il defibrillatore semiautomatico ed è stato appena dimesso dalla cardiologia del Santa Croce. Una vicenda drammatica che si è risolta senza danni permanenti (esclusi anche quelli neurologici) e che dimostra quanto sia importante una capillare dotazione di questo dispositivo salva-vita. Mentre era a casa l’uomo aveva lamentato un persistente dolore al torace, che l’aveva indotto a chiedere l’intervento del 118: l’arresto cardiaco si è verificato pochi minuti dopo l’arrivo dell’ambulanza, quindi il soccorso con il defibrillatore è stato immediato. Interrotta l’aritmia, il cuore ha ripreso la sua attività. Trasporto in emodinamica al San Salvatore di Pesaro, angioplastica, ricovero in cardiologia e infine dimissioni. «L’arresto cardiaco – conclude il cardiologo Alberto Caverni dell’associazione FanoCuore – è un evento drammatico che può accedere in ogni momento e luogo. Per essere efficace, l’intervento con il defibrillatore deve avvenire entro pochi minuti ed è per tale motivo che si stanno diffondendo questi dispositivi salvavita, ma resta ancora molto da fare per la crescita della cultura del primo soccorso. L’uso del defibrillatore semiautomatico è semplice e sicuro, non esiste alcuna possibilità di arrecare danno alla persona soccorsa, ma solo di salvarle la vita. Rinnovo una raccomandazione: nel caso che qualcuno avverta un dolore al torace, non è bene recarsi al pronto soccorso con mezzi propri, ma è consigliato chiamare il 118 in modo che ambulanza e defibrillatore arrivino al più presto».






















