Pedalate dal terrazzo di casa per un’impresa mondiale in tempo di emergenza sanitaria. È la nuova sfida di Giacomo “Zico” Pieri, cagliese doc, carpentiere di 47 anni con alle spalle tante imprese sportive oltre a detenere un record mondiale in bici con tanto di omologazione internazionale. Lo ricordate il quadruplo Everesting (un percorso ciclistico senza soste lungo esattamente come la scalata dell’Everest) centrato qualche mese fa? Rinfreschiamo la memoria. Pedalò su e giù per il monte Petrano 45 volte per complessive 114 ore e 900 chilometri. Oggi la sfida è diversa. È virtuale (nello specifico Unlimited Hope) ma anche in questo caso omologata da Hells 500, la proprietaria australiana del brevetto Everesting.
In che cosa consiste? Lo chiediamo al diretto protagonista. “L’Everesting virtuale mi vedrà partecipare in contemporanea mondiale con tanti atleti da venerdì 10 a lunedì 13 aprile – argomenta Pieri -. L’intenzione della società australiana è di diffondere in questo particolare momento di difficoltà, la possibilità di pedalare soli, in sicurezza e nel rispetto delle regole dentro le mura della propria casa, ma in solidarietà. Personalmente ho già portato a termine sabato 4 aprile il mio primo Virtual Everesting pedalando nel terrazzo di casa per 14 ore e 15 minuti con la mia bici su dei rulli collegati con la piattaforma on line Zwift (molto famosa in questo momento, ci pedalano 40/50mila persone al giorno, professionisti compresi). Parteciperò a questo evento naturalmente con lo spirito che contraddistingue tutte le mie imprese, cioè quello di esplorazione delle mie risorse fisiche e mentali, spostando sempre più avanti il limite della conoscenza, della consapevolezza e della creatività”. Conoscendoti, agonisticamente parlando, un pensiero all’ennesima impresa lo hai fatto? “Sono in una fase della mia preparazione fisica importante, ma non così avanti da poter puntare con certezza a un record mondiale ma, mai dire mai! Sicuramente metterò in gioco tutto me stesso fino all’ultima goccia di sudore perché la posta in gioco è molto più alta di un record. Motivazione e speranza, questo è il messaggio principale che voglio diffondere, in questo momento difficile”, aggiunge il popolare “Zico”.
Giacomo Pieri, lo ricordiamo, è anche un istruttore di triathlon, un coach professionista spesso chiamato in ambienti universitari per portare la propria testimonianza sportiva e sociale, senza dimenticare il rapporto di collaborazione e amicizia con un altro recordman del territorio, il “mitico” Giuseppe Ottaviani, 103 anni e pluricampione mondiale.
Pieri conclude: “In questi giorni difficili, essendo un coach, cerco di diffondere quello che è già nella natura umana e che io amo da sempre, cioè superare i propri limiti. L’errore che spesso facciamo è basarci su limiti imposti da altri, invece il percorso è fortunatamente personale e la crescita passa solo attraverso il superamento dei nostri piccoli limiti nel quotidiano. Oggi più che mai nella storia della vita di molti di noi, abbiamo l’opportunità di una grande crescita. Ci viene imposto di stare in casa? Bene, abbiamo l’occasione di ripartire dalle piccole cose, lavorare su noi stessi con la nostra famiglia in modo da creare una base solida per il futuro, allora superare il limite può significare anche saper dare un ritmo e un senso a queste giornate cosi particolari a cui non eravamo abituati, che ci mostrano tutto il bello dello scorrere lento del tempo. Questo è un modo ottimistico e vincente nel vedere le cose che mi ha aiutato a raggiungere grandi obbiettivi e si riscontra in tutte le persone resilienti: spostare l’attenzione nelle cose positive che sono presenti in tutti gli eventi, anche quelli che a volte giudichiamo solo negativi. La vita in generale è sempre un’interpretazione, non ce n’è una valida per tutti ed è proprio per questo che il valore e l’interpretazione che ognuno di noi dà alla propria vita fa la differenza, anche in termini di salute. Spero tanto, che il mio tentativo di effettuare una prestazione di livello mondiale, seppur ‘racchiuso’ dentro le mura di casa, possa donare grande speranza e voglia di lottare”.





















