
Torna a parlare il dottor Giovanni Del Gaiso, consigliere dell’Ordine dei medici di Pesaro. E non le manda a dire: “Avevo già denunciato – argomenta – che lo smantellamento del servizio sanitario nazionale sarebbe stato pericoloso, ma non avrei mai immaginato una sciagura di queste dimensioni”. Però dottore è arrivato tutto all’improvviso? “Per la precisione già nel dicembre scorso, sia l’Istituto Pasteur di Parigi che il nostro Spallanzani erano a conoscenza della presenza e della pericolosità di questo Covid 19, ma è stato sottovalutato nonostante l’allarme pervenuto dalla Cina. Inoltre, sempre il 31 gennaio di quest’anno, il Governo dichiarava lo stato di emergenza, ma ancor oggi mancano i più elementari dispositivi di sicurezza, per cui medici ed infermieri continuano a morire. Temo che paghiamo le conseguenze di una macchinosa burocrazia e della rissosità della politica italiana”. Esattamente cosa? “Lasciando da parte gli argomenti da me già trattati nei precedenti articoli come i danni fatti degli accordi di Mastrich, l’abolizione dell’articolo V della Costituzione ed il non aver organizzato la medicina territoriale che l’art. 1 della legge Balduzi prevedeva, è stata sottovalutata la direttiva dell’Europa che imponeva agli stati membri dell’Unione, la redazione dei piani di emergenza contro le pandemie. Il nostro piano pandemico è fermo da circa 10 anni! Non è stato dato nessun ascolto al prof. Ernesto Burgio (ECERI) di fama internazionale e al dottor Taubenberger che parlavano già nel 2009 di pandemie mondiali, richiamandosi alle esperienze di quelle del passato”.
Però questo virus è tutto ancora da scoprire? “I coronavirus e le sue mutazioni si conoscono da vent’anni. Quello che abbiamo oggi è un virus naturale stabile (Covid 19 – Sars 2) che se circolerà per tanto tempo creerà molti danni. Oggi è importante capire come si diffonde. I cinesi hanno subito circoscritto tutto e monitorato tutti mentre preparavano nuove adeguate strutture Covid in alternativa agli ospedali. Da noi invece sono a tutt’ora proprio gli ospedali la maggior pericolosa fonte del contagio, mentre il solo Veneto grazie alle raccomandazioni del prof. Crisanti, è riuscito a limitare il contagio chiudendo l’università e facendo un alto numero di tamponi”. Quando si prevederà la fine di quest’emergenza? “Guai anticipare la ripresa della vita normale, prima di aver attrezzato nuovi posti di ricovero per contagiati e malati Covid, al di fuori degli attuali ospedali. Inoltre la gente che circolerà dovrà aver eseguito gli opportuni esami medici che certifichino di non essere portatori di infezione e dovranno osservare scrupolosamente tutte le norme e dispositivi di sicurezza. Bisogna fare tesoro dell’esperienza vissuta e non ripetere l’errore di mettere nuovamente in secondo ordine la sanità a vantaggio della ripartenza dell’economia, del riavvio del turismo e della riapertura delle fabbriche. Sarebbe più difficile gestire un’ondata di ritorno di un virus, che farebbe veramente una strage”.
Come è spiegabile una pandemia così pericolosa in un’era altamente tecnologica? “Alcuni autorevoli ricercatori sostengono che l’inquinamento ambientale sia causa di patologie cronico – degenerative e di modificazioni genetiche – epigenetiche. Gli stessi virus sarebbero gli anticorpi della natura in difesa dell’uomo – virus, che sta uccidendo il pianeta. Sarà la bioetica, la scienza della sopravvivenza, a risolvere l’eterno conflitto tra il progresso che è il delirio tecnologico industriale ed il progresso etico – umanitario. Solo l’etica dell’ambiente potrà salvarci dai disastri e dalle malattie. Sarà urgente una riforma del pensiero, una nuova cultura della vita che tenga in considerazione il rispetto della natura. Ma questa visione etico – educativa è inevitabile che si scontrerà contro le speculazioni e gli illeciti guadagni. Non voglio essere di nuovo la Cassandra del momento, ma ancora una volta il valore della salute, sarà purtroppo succube dei giochi mondiali delle multinazionali, dell’alta finanza e del potere economico”.






















