L’ennesima impresa del popolare atleta di Cagli nelle giornate di Pasqua. Il racconto di tre giorni ai limiti del naturale.
I numeri
Ben ventisette scalate virtuali della celebre montagna del Tour de France, l’Alpe d’Huez (12,5 chilometri di lunghezza, 8,5% di pendenza media e 1035 metri di dislivello), ribattezzata per l’occasione Alpe du Zwift: il tutto in 55 ore e 59 minuti per un totale di 709 chilometri percorsi e 28.152 metri di dislivello positivo. Così il corridore cagliese Giacomo “Zico” Pieri ha ottenuto il nuovo World Record Elevation Virtual Everesting. Lo avevamo lasciato in sella alla sua bici nel terrazzo di casa a Cagli per tentare una nuova impresa: un Virtual Everesting, cioè scalare una salita tante volte, avanti e indietro, fino a raggiungere un dislivello pari all’altezza del monte Everest (8.848 metri). Per fare questo un bel gruppo di corridori è stato collegato ad una piattaforma online “Zwift” con la bici posizionata su dei rulli smart attraverso i quali questa piattaforma multimediale home trainer simulava la salita molto fedelmente. L’evento, definito Wordl Lycra Party, si è tenuto nel weekend di Pasqua, organizzato dagli australiani di Hells 500, inventori e proprietari del brevetto Everesting. Ha visto la partecipazione di circa 200 atleti di tutto il mondo in contemporanea, che pedalando soli nelle proprie case, ma in solidarietà, hanno lanciato un grande messaggio di speranza e motivazione a raggiungere obiettivi importanti nelle nostre vite, malgrado le grandi difficoltà che stiamo vivendo.
Il racconto
“Sono partito alle 4 del mattino di venerdì 10 aprile e ho concluso alle 22,30 della sera di Pasqua, dopo 66 ore e 30 minuti di cui quasi 56 effettive e 10 ore e 30 utilizzate per la discesa (fatta in automatico e quindi si poteva scendere dalla bici) per mangiare e necessità varie ndr)”. “Questo progetto nato appena due settimane fa – aggiunge Pieri – aveva come obbiettivo principale la diffusione, attraverso la mia performance, di un messaggio di speranza e motivazione che mi vede sempre in prima linea come atleta e come coach professionista, ma in questo momento, come non mai, le persone hanno bisogno di emozioni e di speranza, e quindi serviva un messaggio forte. Dal punto di vista fisico la mia preparazione era abbastanza buona, avevo in programma un appuntamento importante in primavera ma la quarantena aveva complicato tutto e in più non ero adattato a questo tipo di sforzo. Confidavo nelle esperienze passate e nel mio record fatto a giugno 2019 (quadruplo Everesting sul monte Petrano) per trovare energie mentali supplementari qualora ne avessi avuto bisogno. Cosi ho deciso di effettuare un Virtual Everesting la settimana prima dell’evento pedalando per 14 ore e 30 minuti nel terrazzo di casa”.
Le giornate
“Ho cominciato a pensare a quale avrebbe potuto essere l’obbiettivo in cui le numerose persone che mi seguivano avrebbero identificato motivazione e perseveranza, e cosi ho deciso che passare la notte sui pedali e farmi ritrovare lì al mattino che ancora pedalavo, era il primo importante obiettivo da raggiungere. Cosi dopo una prima crisi superata e il primo obiettivo raggiunto, l’entusiasmo delle persone via Fb aumentava. Nella seconda notte sono aumentati i dolori e il sonno cominciava a mordere ma lì in lontananza, ho intravisto nel cassetto della memoria la ricerca che avevo fatto prima dell’evento nella quale avevo preso atto che uno scozzese aveva centrato un triplo Virtual Everesting. Il regolamento di questo brevetto prevede la possibilità di 2 ore di sonno ogni 8.848 metri; avendo dormito solo 15 minuti la prima notte, ho deciso che dormire 3 ore nella seconda sarebbe stata una cosa saggia per provare a puntare a qualcosa di grande. Quando sono ripartito alle 5 del mattino di domenica, frastornato e con i tendini infuocati ho deciso che solo pedalando potevo prendere la giusta decisione… Ecco così arrivare la luce del giorno. Ero a pezzi ma i tendini cominciavano a ripartire… Sono arrivato così al triplo Virtual Everesting e poi con volontà e tenacia al risultato che tutti conoscete…!
La riflessione
In chiusura il messaggio di Pieri : “Quando 20 giorni fa ho deciso di partecipare a questo evento, insieme a mia moglie e mio figlio, abbiamo valutato attentamente se era il caso di affrontare, in questo momento di incertezza, una spesa che sembrava razionalmente fuori luogo, cioè i rulli smart Tacx che servivano per collegarsi alla piattaforma online Zwift per partecipare all’evento e così, fino all’ultimo secondo con l’indice sopra il tasto invio, ci siamo guardati negli occhi. Poi ho detto: ‘Ok fidatevi… rinuncerò a qualcos’altro, ma è troppo importante’. Loro chiaramente mi appoggiano sempre, ma ho tenuto a spiegar loro i miei pensieri. Esplorazione di me stesso ed emozionare le persone. In tutto questo, Andy Van Bergen e la società australiana Hells 500, ci hanno fatto un grande assist”. E alla fine la voglia di donare emozioni, di mostrare fiducia e motivazione ha prevalso.
Ed il record è arrivato. Conoscendolo, possiamo dire, ne eravamo sicuri. Certo a posteriori non vale direte voi, ma Zico in tal senso è una quasi una sentenza. In chiusura l’atleta cagliese ha voluto ricordare il prof. Ario Federici dell’Università di Urbino (scienze motorie) e rappresentante marchigiano del comitato Fair Play che lo segue da tempo nei suoi progetti dal punto di vista scientifico e l’amico ultracentenario e più volte campione mondiale nell’atletica leggera Giuseppe Ottaviani.






















