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25 Aprile in regime di restrizioni a causa dell’emergenza sanitaria, ma non per questo un appuntamento meno sentito.  «Abbiamo ancora bisogno della festa della libertà», scrive Cgil. Lo stesso concetto risuona in una nota informativa dell’amministrazione fanese, che conferma la cerimonia istituzionale con programma rimodulato. Sarà una celebrazione a numero chiuso, prevista invece la diretta su Fano Tv per ovviare all’assenza forzata del pubblico. Sabato 25 aprile alle 10.30, all’ingresso del Municipio in via San Francesco a Fano, sarà deposta una corona per i caduti della Resistenza davanti alla lapide del partigiano fanese Giannetto Dini, che fu fucilato a 17 anni. Parteciperanno il sindaco Massimo Seri e il presidente provinciale dell’Anpi, Paolo Pagnoni, insieme con il presidente del consiglio comunale, Carla Cecchetelli, all’assessore Samuele Mascarin e alle associazioni combattentistiche e d’arma. «Quest’anno vivremo un 25 aprile diverso, saremo uniti ma distanti», dichiara il sindaco. Aggiunge che la cerimonia, simbolica per il rispetto delle disposizioni anti contagio, manterrà un «forte e chiaro valore civile per mantenere vivi gli ideali di libertà e di giustizia che animarono la lotta di Liberazione». Afferma l’assessore Mascarin: «L’Italia ha bisogno, oggi più che mai, di speranza, di unità, di radici che sappiano offrire la forza e la tenacia per poter scorgere un orizzonte di liberazione. Il 25 aprile arriva quindi con una preziosa puntualità, per farci sentire comunità e per invitarci ancora una volta a resistere al nostro tempo». Preparano iniziative anche Cgil e il suo sindacato dei pensionati Spi, che nel giro di una settimana celebrerà anche il primo maggio. Per queste due feste è stato realizzato un video, curato dal responsabile del Progetto Memoria, Giuliano Giampaoli, dagli storici Luciana Agostinelli e Marco Labbate, dagli operatori Sonia Zanelli e Diego Pozzi. Si ricordano «due vicende particolari, che meritano di essere consolidate, conosciute e discusse»: le battaglie operaie nella fonderia Montecatini a Pesaro, già durante il fascismo, e la nascita di uno stato sociale che vuole garantire diritti a tutti. «Innanzitutto alle persone più deboli – specifica Cgil – Nel 1874, a Fano nel quartiere più marginale della città, nasce l’asilo del Porto, il primo esempio di scuola pubblica per l’infanzia: refezione gratuita e orari su misura per le mogli dei pescatori, che solo nel tardo pomeriggio uscivano dal pesante lavoro in filanda». A questo video se ne aggiunge un altro con un’originale versione di Bella Ciao prodotta da Spi Cgil. Hanno collaborato Anpi Valmetauro e Comune di Fermignano. Le pensionate e i pensionati hanno cantato insieme, ognuno da casa sua, con qualche giovane di rinforzo e anche giovani straniere. «Hanno cantato Bella Ciao, come oggi canta in tutto il mondo chi è mosso da solidarietà e attenzione per gli altri», spiega la nota di Cgil. Tiziana Gasperini e Anna Tagliabue hanno inoltre cantato l’Inno dei lavoratori con le parole di Filippo Turati e la musica di Amintore Galli, garibaldino e marchigiano di Talamello. Entrambi i video saranno sabato prossimo, 25 Aprile, sul sito web della Cgil (www.cgilpesaro.it) e sulla pagina Fb del sindacato. «Nei giorni che viviamo di isolamento rigoroso – conclude la nota – è esaltato il bisogno di una socialità positiva, che affermi il valore della vita, di ogni singola persona e della comunità. Abbiamo ancora bisogno della festa della libertà e della festa per l’unità solidale nel mondo del lavoro».

Nella foto in alto il sindaco fanese Massimo Seri, sotto l’assessore Samuele Mascarin

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