Liberazione: diritti e servizi sono i temi scelti dalle otto sezioni Anpi nella nostra provincia per celebrare la giornata del 25 Aprile. Posto d’onore alla riflessione sulla sanità al tempo del virus Covid-19: lacune, grandezze e speranze per il futuro. L’aspettativa più forte? Creare una netta cesura rispetto ad «anni di tagli e restrizioni». La tendenza a privatizzare, sempre secondo l’associazione dei partigiani, espone al rischio che «i budget», quindi i bilanci, le disponibilità economiche, contino «più delle persone». Anpi è dunque tornata su un tema che le è caro: la sanità pubblica come garanzia per tutti. In queste settimane di emergenza Covid è però ritenuto chiaro come tagli e restrizioni abbiano agito in profondità: a giudizio di segreteria provinciale e presidente, il fanese Paolo Pagnoni, sono infatti «risultate evidenti le falle di una sanità pubblica provata». Si tratta di una critica alle linee politiche, è evidente, perché già in precedenza Anpi aveva giudicato ammirevole l’operato di medici e infermieri nell’emergenza. L’ulteriore speranza espressa dall’intervento è che le sofferenze, le ansie e il dolore di queste settimane difficili «contribuiscano a formare una coscienza più consapevole nelle persone e diventi più realistica la possibilità di avere nel futuro più prossimo una società migliore, più equa, umana, libera e giusta». Tutti questi principi innervano la Costituzione, la Carta fondante del nostro Paese, che «però, purtroppo, fino a oggi non ha avuto la sua reale applicazione», a cominciare dal contributo alla ricchezza pubblica, in base a criteri di progressività, e al suo utilizzo: «Chi ha di più deve pagare di più – sostiene l’associazione dei partigiani – e i soldi delle tasse non sono da impiegare per fabbricare o acquistare armi letali, bensì per aiutare chi ha più bisogno. Tutti i beni comuni come la scuola e la sanità potranno così essere finanziati a dovere». Una maggiore osservanza della Costituzione avrebbe conseguenze positive anche sul mercato del lavoro oppure, per fare un altro esempio scelto da Anpi, sui diritti dei pensionati e sulle loro condizioni di vita. L’intervento della segreteria provinciale si apre con il ricordo di che cosa fu il fascismo («Un regime totalitario e criminale») e del «prezzo altissimo» pagato per ottenere la libertà. Quella lotta partigiana che portò alla Liberazione del Paese può essere ascoltata dalla voce degli ultimi protagonisti. L’undicesima edizione di Una mattina mi son svegliato propone infatti interviste inedite a nove partigiane e partigiani della nostra provincia, che a partire da oggi saranno pubblicate tutti i giorni fino al 26 aprile sulle pagine Facebook e Instagram dell’Anpi (alle 10 e alle 12). Nel pomeriggio della Liberazione, alle 15, i cittadini sono invitati a esporre il tricolore a finestre e balconi, cantando Bella ciao. Testimonianze dirette (dal 27 aprile anche su YouTube) e altro materiale storico saranno conservati dall’Anpi nazionale nell’archivio pubblico del progetto Noi Partigiani. Se ne estrarrà un documentario di circa un’ora.






















