DALL’ULTIMO NUMERO DI NON SOLO FLAMINIA GIUGNO 2020
I consigli della psicologa di San Costanzo Milena Volpe dopo la quarantena
“Anche se quest’emergenza sanitaria – precisa la psicologa psicoterapeuta Milena Volpe di San Costanzo – costituisce un periodo stressante, aspettiamo prima di parlare di allarmi e disturbi psicologici. Questi eventi possono generare sofferenza, ma non necessariamente producono segni traumatici in tutti. La sofferenza e il disagio sono risposte emotive iniziali e immediate, ma sono sane, compatibili e coerenti con ciò che sta accadendo, pertanto non sono sinonimi di patologia”. Riusciremo a superare da soli questi momenti particolari? “In qualsiasi sofferenza la mente cerca di elaborare un piano di risposta. Ognuno di noi è dotato di un sistema innato di elaborazione di tale stress: è la capacità di reagire e di costruire un nuovo adattamento, che viene chiamata resilienza, cioè la famosa forza che fa rialzare colui chi cade. Non tutte le persone riescono a ricostruire un nuovo equilibrio e rimangono intrappolate nell’insonnia, nell’ansia e in pensieri catastrofici. Di solito sono piccole percentuali e in questo caso è opportuno chiedere un supporto specifico professionale. Per il Covid 19 il Ministero della Salute ha attivato un numero verde. In questa pandemia la mente umana può avere un bilanciamento costi/benefici attraverso tutte le risorse di gruppo attivate tramite la solidarietà della comunità“.
Cosa avrà lasciato nei bambini questo lungo periodo senza scuola? “I bambini sono più resilienti degli adulti e hanno la capacità di immaginare sempre una vita fantastica e di inventarsi qualcosa. Loro non stanno sempre con la paura e alternano momenti di gioco, dove il ‘far finta di essere’ permette di vivere in un’altra vita. La solidità emotiva di un familiare è importante e gli dona quella fiducia nell’andare avanti. È sufficiente che qualcuno possa dirgli: non aver paura, insieme ce la faremo!”. Consigli per i genitori nel riportare i figli alla normalità? “Tornare all’aperto avverrà in modo graduale e la miglior cura è ricostruire le abitudini, perché nelle ripetizioni delle azioni il bimbo troverà serenità e sicurezza. Ogni famiglia organizzi la giornata con orari stabili e impegni regolari. Nei mesi estivi sicuramente non potranno riavere le esperienze degli anni passati, ma il vivere qualcosa di nuovo sarà ugualmente eccitante. Ricordiamoci di coinvolgerli nelle proposte e di non sostituirci nelle scelte, perché sapranno consigliarci con la loro pulita saggezza”. Come fare per fargli tenere distanze e mascherine? “Va spiegata la pericolosità del contagio, l’importanza della mascherina, del distanziamento e così diventeranno incredibilmente più attenti degli adulti. I bambini sono in grado di vivere ogni esperienza in maniera creativa e come sono abituati a combattere nei giochi con presunti mostri, la mascherina può diventare un’armatura da cavaliere e il gel può concedere particolari poteri. Occorre credere nella loro capacità di comprensione e gestione. Le umiliazioni e il maltrattamento nel bimbo possono provocare profonde ferite e smantellare silenziosamente la loro personalità, che potrebbero renderli più fragili e farli sentire indifesi. Se hanno fiducia nei genitori possono affrontare ogni cosa”. Cosa ci dice degli anziani? “Gli anziani e i bambini hanno bisogno delle stesse cose: parole, abitudini, gesti affettuosi e sentirsi protetti. Se spieghiamo bene la situazione ai bimbi, questi possono diventare maestri dei loro nonni e spiegare come comportarsi”.






















