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Sanità a Fano, il sindaco Massimo Seri chiede al governatore Luca Ceriscioli di «aggiornare senza indugio» l’accordo tra Comune e Regione. È stato sottoscritto nel 2018 e anche se «non ha ancora dispiegato appieno i suoi effetti», Seri ritiene che l’emergenza Covid abbia aperto nuovi scenari e che questa drammatica esperienza imponga di rivalutare in modo deciso il ruolo dell’ospedale Santa Croce, per quanto riguardi sia l’emergenza sia l’attività programmata. Ciò significa: «Maggiori dotazioni in termini di tecnologia, organico e posti letto». L’esortazione a ripensare l’accordo sulla sanità a Fano parte dal presupposto che in questi mesi sia risultata «decisiva per gli esiti di salute, malattia e mortalità la presenza di un sistema sanitario pubblico e universalistico». «Pur con le molte criticità che caratterizzano la fase attuale – prosegue Seri – il sistema ha risposto in modo straordinario e per noi in particolare l’Azienda Marche Nord. Questa drammatica e difficile esperienza deve diventare un’occasione importante per ripensare il nostro sistema sanitario e non solo». Fatta la tara fra chi ha privilegiato la politica delle grandi strutture e chi ha invece preferito valorizzare in modo nuovo ciò che già aveva, il sindaco afferma che si deve «potenziare e integrare le strutture ospedaliere esistenti, per poter affrontare in modo flessibile e adeguato vecchie e nuove patologie». Sarebbe quindi necessario «rafforzare le reti sanitarie locali, attivare su larga scala la tele-assistenza, realizzare come priorità assoluta un sistema informativo e informatico unico». Queste sono dunque le considerazioni che portano il sindaco a chiedere al governatore uscente Ceriscioli, al quale Seri riconosce di avere gestito con «coraggio e determinazione» l’emergenza Covid, di rivedere l’accordo del 2018 sulla sanità a Fano. «Raccomando infine – è la conclusione – di potenziare la medicina territoriale, rafforzare le unità speciali di continuità assistenziale, rilanciare la prevenzione, rivedere tutta la filiera socio-sanitaria per gli anziani, privilegiando la domiciliarità e l’innovazione della telemedicina affidata alla struttura pubblica».

Nella foto grande il sindaco di Fano, Massimo Seri; sotto l’ospedale Santa Croce

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