Una Pasqua che, dopo oltre 50 anni, non ha visto la Turba di Cantiano nel suo tradizionale e storico svolgimento a causa dell’emergenza sanitaria. Ma nonostante tutto qualche testimonianza ai posteri è stata lasciata. Una di queste, nel rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza, si è concretizzata ieri mattina (27 giugno) nella sala consiliare del Comune con la donazione dell’artista locale Paolo Mariotti alla comunità cantianese e all’associazione culturale Turba. Un’opera in ferro battuto che richiama l’epilogo della sacra manifestazione cantianese del Venerdì Santo, l’ascesa al Calvario (rocca di Sant’Ubaldo) con tanto di fiaccolata e le tre croci. Sullo sfondo, lavorato con gusto e creatività, ogni dettaglio del paesaggio. Un momento importante salutato dall’intero consiglio comunale e dai rappresentanti dell’associazione Turba presenti per l’occasione. Il sindaco Alessandro Piccini ha colto l’occasione per ricordare l’artigianalità tipica della comunità cantianese ringraziando l’artista Mariotti per il nobile gesto. In sintonia anche il presidente della Turba Maurizio Tanfulli che ha ricordato anche il Museo della Turba inaugurato nel 2019 e altre donazioni similari tra cui le opere del compianto Luigi Rabbini, tra l’altro parente di Paolo Mariotti, anticipando inoltre l’allestimento di uno spazio visitabile dove collocare questo patrimonio. Infine le parole di Paolo Mariotti che ha semplicemente spiegato l’idea dell’opera nata per amore della comunità e per un suo simbolo riconosciuto anche oltre i confini nazionali, appunto la Turba. Mariotti che, proprio questa estate sarà protagonista con le sue opere in ferro battuto, in alcune mostre a respiro europeo tra Milano, Venezia, Gubbio, Porto Recanati e Slovenia, è stato così definito da alcuni critici d’arte: un uomo che lavora con le sue mani, il suo cervello e il suo cuore è un artista. Paolo lo è.






















