iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
legno
carne

Cinquant’anni fa il primo Pride della storia, per ricordare i moti di Stonewall e rivendicare diritti inalienabili. Una necessità a oggi quanto mai stringente, anche nello sport, contro ogni forma di discriminazione del mondo LGBTQI+. Ieri pomeriggio UISP Pesaro Urbino ha fatto sentire la sua voce con un seguitissimo appuntamento in diretta sulla pagina Facebook del comitato. Al centro il ddl Zan-Scalfarotto, presentato nel luglio del 2018 dal deputato Alessandro Zan del Pd e approdato il 4 giugno scorso in commissione Giustizia, che estenderebbe i reati previsti dal codice penale alle manifestazioni di omotransfobia. Di tutto questo se ne è parlato con Manuela Claysset (Responsabile Nazionale Politiche di Genere e Diritti UISP), Elvio Ciccardini (Presidente Arcigay Agorà Pesaro Urbino), Marco Arlati (Presidente Arcigay Bergamo Cives e Membro di Segreteria Nazionale Arcigay con delega allo Sport) e Cinzia Massetti (Responsabile CGIL Nuovi Diritti Marche). A fare gli onori di casa il Presidente UISP Comitato Pesaro Urbino Simone Ricciatti. “Siamo nati nel 1948 parlando di diritti – ha sottolineato Emanuela Claysset, Responsabile Nazionale Politiche di Genere e Diritti UISP – Lo sport è un diritto per tutti e tutte. Le donne sono state per lungo tempo tenute ai margini del mondo sportivo e l’UISP ha sempre promosso lo sport al femminile anche quando non riconosciuto a livello federale, a partire dal ciclismo e dall’atletica. Ciò va avanti a partire dalla Carta dei diritti delle donne dello sport del 1985, poi aggiornata nel senso dei diritti LGBTQI+, tra idee e azioni concrete”.
“L’Arcigay si occupa di sport per due motivi: in primis perché insieme alla politica è l’ambito in cui è più difficile farei coming out e quindi esprimere se stessi; poi per la ferma convinzione che oltre alla famiglia e alla scuola, lo sport sia il terzo luogo sociale in cui una persona venga formata alla diversità e al rispetto”, ha affermato Marco Arlati, Presidente Arcigay Bergamo Cives e Membro di Segreteria Nazionale Arcigay con delega allo Sport. Così invece si è esposta Cinzia Massetti, Responsabile CGIL Nuovi Diritti Marche: “Il ddl Zan-Scalfarotto si configura nel nostro ordinamento per la lotta alla discriminazione e a chi semina odio. Estende la Legge Mancino anche all’identità di genere. Nei vari commenti che si sono susseguiti in questi giorni, tutti parlano di quello che non c’è rispetto a quello che c’è. Ad ogni modo, se una legge si chiede da 24 anni, un motivo ci sarà”.
“Credo che una legge che combatta l’odio e la violenza tuteli non solo una minoranza, ma l’intera società. La violenza va a ledere il diritto che ognuno di noi ha di essere libero e sicuro. Quando si parla di omofobia ci si sofferma poco su questo aspetto: essa è un atto sociale perpetrato da alcune persone nei confronti di singoli individui che appartengono a minoranza. Va da sé che essa generi insicurezza sociale”, ha concluso il Presidente Arcigay Agorà Pesaro Urbino Elvio Ciccardini.

scarpe firmate
irish pub cantiano
moda donna
arredamento interno
scarpe moda