Ricettazione: un fermo e una denuncia a Fano. Recuperata merce rubata, vestiti, occhiali, scarpe da ginnastica e borse da donna, per un valore complessivo di 15.000 euro. Sono nei guai le due persone, un cinquantacinquenne e una ventenne incinta, che viaggiavano sulla Fiat Croma nera bloccata dalla polizia alle porte di Pesaro, dopo un movimentato inseguimento in automobile iniziato all’imbocco della superstrada, a Fano nella prima serata di lunedì scorso. Il terzo passeggero della Croma, anche lui di origini sudamericane e residente a Milano come gli altri due, si è invece gettato dal veicolo in corsa ed è riuscito a far perdere le sue tracce, rischiando di farsi molto male. Risulta che fosse già agli arresti domiciliari, gli agenti in servizio a Fano lo hanno riconosciuto e contano di trovarlo in tempi stretti. Il vice questore Simone Pineschi, oggi al commissariato fanese, ha illustrato le varie fasi dell’operazione, iniziata dai controlli riguardanti automobili che risultino intestate a una singola persona: «Quando i veicoli sono tanti, c’è il rischio che siano utilizzati per compiere reati, soprattutto predatori».
La Fiat Croma con la targa sospetta è stata segnalata a Fano una prima volta intorno alle 13.15 di lunedì scorso, una pattuglia del commissariato ha iniziato a inseguirla intorno alle 19.20, quando l’ha vista transitare nella zona dello svincolo Fano-Grosseto. La fuga è stata quindi bloccata alle porte di Pesaro: il cinquantacinquenne peruviano è stato sottoposto a fermo per ricettazione, poi convalidato dall’autorità giudiziaria, e ora è rinchiuso nel carcere a Villa Fastiggi; la ventenne ecuadoregna è stata invece denunciata per lo stesso reato ed è in libertà essendo incinta. Parte della merce rubata è stata trovata nella Fiat Croma, il resto era ben nascosto nell’appartamento di un residence turistico a Rimini, che il terzetto aveva affittato dal 2 all’8 luglio. Sono tutti prodotti di qualità sul punto di essere riconsegnati alle attività, tra Rimini, Pesaro e Fano, cui erano stati sottratti. Alle persone accusate di ricettazione sono stati inoltre sequestrati attrezzi e strumenti più o meno artigianali (borse e valigie foderate di alluminio, tenaglie, cacciavite e smagnetizzatori) che secondo il personale del commissariato fanese sono utilizzabili per aggirare i sistemi anti taccheggio.






















