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“Ancora una volta la sanità pubblica si affida al privato, nel classico stile di Ceriscioli, per risolvere un’emergenza che è creata dai dirigenti da lui stessi nominati, che non hanno saputo attuare una seria programmazione per fronteggiare la cronica mancanza di medici”. Francesco Baldelli, vice presidente nazionale Anci ed esponente di spicco di Fratelli d’Italia, si riferisce alla  delibera n. 829 del 24 luglio, con la quale l’Area vasta 1 ha appaltato per sei mesi a una cooperativa siciliana il servizio di guardie notturne per i reparti di Medicina, Chirurgia, Nefrologia, Pediatria, Ostetricia/Ginecologia e Pronto soccorso dell’ospedale di Urbino, per un importo di 161mila euro.

Francesco Baldelli (Fratelli d’Italia)

Un affidamento che, secondo Baldelli, “aumenta i rischi per i pazienti, in quanto si troveranno ad essere curati da personale precario e non organico all’ospedale con tutte le conseguenze facilmente immaginabili”. Un appalto assegnato per consentire ai medici di struttura di smaltire le ferie estive. “Ma non è più possibile trattare le ferie come se fossero un imprevisto da risolvere con soluzioni emergenziali – sostiene l’ex sindaco di Pergola, ora consigliere comunale di minoranza della città dei bronzi dorati -. Sono obblighi contrattuali ai quali l’azienda sa benissimo di dover adempiere, e deve essere in grado di farlo con una programmazione seria, senza compromettere la qualità del servizio. Di fronte alla cronica mancanza di medici che cosa ha fatto e sta facendo l’Area Vasta e più in generale l’Asur ? Si è limitata ad utilizzare strumenti di urgenza per tutelare la direzione da eventuali responsabilità civili e penali, scaricando queste responsabilità sugli operatori e, ancor peggio, non offrendo adeguato servizio ai pazienti – incalza Baldelli – . Noi realisticamente proponiamo quanto è stato previsto a marzo dal governo e che era stata anche una nostra precedente proposta: l’utilizzazione degli specializzandi della Facoltà di Medicina di Ancona a partire dal 4° anno (per noi anticipabile al 3° anno) e i medici in formazione per la Medicina territoriale. A questa proposta ne aggiungiamo una ulteriore che è quella di finanziare un adeguato numero di borse di studio per le specializzazioni mediche maggiormente necessarie in regione, con l’accordo di utilizzare questi medici all’interno delle strutture pubbliche a partire dal 3° anno di specializzazione. Le modalità di utilizzo e responsabilizzazione verranno contrattate con l’università. Se Ancona avesse difficoltà per questo accordo, ci potremmo appoggiare alle università vicine”.

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