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Raduno per le spiagge libere oggi a Fano. L’iniziativa, dalle 12 a Sassonia nella zona di Bagni Sergio, è indetta da un gruppo di fanesi (che preferiscono godersi il mare fuori dalle concessioni) e conclude una settimana piuttosto intensa. Mercoledì scorso la giunta comunale ha di fatto detto no alle richieste di albergatori e operatori balneari, che pur con soluzioni diverse cercavano di recuperare spazi per i clienti delle strutture ricettive. Le associazioni dei due settori hanno dichiarato la loro insoddisfazione e in particolare Oasi Confartigianato ha ritenuto che sia stato sconfessato un recente verbale di accordo. Una via d’uscita è stata comunque trovata dalle due categorie: a Bagni Sergio una fila di ombrelloni in più per gli ospiti degli alberghi. Ma ecco come si arriva al raduno odierno. Tutto è cominciato con la ripresa post Covid. Nel maggio scorso, recependo una disposizione regionale, l’amministrazione fanese ha approvato una delibera che tempera un effetto del distanziamento precauzionale: la drastica riduzione di ombrelloni. Prevista come bilanciamento la possibilità di allagamenti temporanei sulle spiagge libere (dai 6 ai 12 metri lineari) per le concessioni confinanti, purché piccole e più esterne. Ci sono comunque state ripercussioni sugli albergatori, che hanno chiesto una spiaggia di 30 metri per i loro clienti, mentre gli operatori balneari ipotizzavano solo per quest’anno di estendere altre nove concessioni, recuperando 12 metri sulle spiagge libere confinanti, sempre per gli ospiti delle strutture ricettive. La giunta non ha modificato la propria linea e di conseguenza le due categorie hanno trovato un accordo tra loro. Questi sviluppi non hanno fermato i fruitori delle spiagge libere: confermato il raduno a Sassonia, oggi a mezzogiorno, per ribadire quanto sia importante la tutela di un prezioso bene comune. «La concessione di spiagge a privati – argomentano gli organizzatori dell’iniziativa – è aumentata al punto negli ultimi tempi che il nostro Paese, seppur circondato dal mare quasi nella sua interezza, è ultimo in Europa per la disponibilità di spiagge libere». Si ricorda che «a Fano soltanto il 25 per cento delle spiagge è libero da concessione» e si ritiene che sia «mancata una cabina di regia in grado di rispondere alle conseguenze dell’emergenza Covid».

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