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Ho toccato con mano che la piattaforma zero code è una presa in giro per i cittadini, un sistema che non funziona e non è alla portata di tutti come tra l’altro già sollevato dal presidente della Nuova Fano Stefano Pollegioni nei giorni scorsi. Ieri mattina ennesimo caos al Cup dell’ospedale Santa Croce di Fano. Dopo essermi registrato sulla piattaforma zero code, mi sono diretto al Cup con l’orario prestabilito sulla piattaforma. All’interno della struttura mi sono trovato in fila con molte persone (tra l’altro una situazione sicuramente fuori dal rispetto delle norme di contenimento Covid 19) tra cui molti anziani. Meravigliato di così tante persone in fila ho chiesto che orario avessero di prenotazione e la risposta, essendo molti di loro anziani, è stata che non avendo nessuna conoscenza di un personal computer non erano stati in grado di prenotare un appuntamento per cui speravano in un miracolo portandosi direttamente allo sportello. Di conseguenza la non prenotazione prevista dalla piattaforma zero coda ne ha fatto scaturire una discussione con l’operatore del Cup che con grande difficoltà e imbarazzo cercava di dare spiegazioni. Ad oggi nonostante le diverse segnalazioni che ormai vanno avanti da tempo nulla si è mosso e i cittadini vivono con grande disagio il bisogno di dover prenotare un esame o una visita medica soprattutto gli anziani che ne sono i più bisognosi. È inaccettabile, perché potersi curare è un diritto sacrosanto, che la Regione Marche continui a fare orecchie da mercante quando i cittadini segnalano le anomalie. Anomalie che spesso vengono pagate a caro prezzo in qualità di prestazioni perché quello che deve essere un servizio pubblico funzionante porta invece a rivolgersi alla sanità privata e non tutti possono permetterselo. Ora il presidente della Regione è impegnato nella campagna elettorale perché forse deve ritagliarsi uno spazio per il futuro ma i cittadini che hanno problemi di salute non possono aspettare e ne hanno abbastanza di un sistema sanitario che ad oggi fa acqua da tutte le parti. Non vogliamo una sanità fatta da algoritmi ma strutture che funzionano, sistemi che siano alla portata di tutti e una sanità che sia prima di tutti pubblica, funzionante e vicina ai cittadini bisognosi non sostituita dal privato.

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Coordinatore direttivo Nuova Fano - Achille Cacace

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