“Credo fermamente – confida l’urbinate Lilli Simbari – che senza scrittura e poesia mi sarei ammalata fisicamente ed emotivamente. Ecco cosa hanno e rappresentano tutt’ora queste frasi che possono emozionare, sognare e forse anche far volare l’anima di ognuno di noi”. Lilli, spiegaci meglio? “Sono nata a Crotone e da sempre il mio ricordo va ai continui trasferimenti da una città all’altra per motivi di lavoro di mio padre. Allora le mie emotività erano scritte solo su fogli di diario e solo poi più tardi divennero poesia. Le mie prime opere sono autobiografiche e portano il titolo di Zingara in transito con all’interno la poesia Radici di Mangrovia”.
Ma come si è perfezionato il tuo percorso? “Ho avuto due grandi mentori: il poeta editore Giuseppe Aletti che con – il poeta non vive nel luogo comune – rapporta il ruolo della poesia e dello scrittore nel mondo contemporaneo e Franco Arminio che con – la lingua è una grande cura – ci dice come la parola può diventare strumento di conoscenza che può fermare la paura e dare slancio alla gioia”. Chi è oggi Lilli Simbari? “Sono un’insegnante e counselor umanistico integrato. Sono anche presidente dell’Asd Urbino Rugby e portavoce del progetto Oltremeta che vuol offrire anche ai ragazzi con problemi motori o psichici di praticare questo sport. Scrivo da sempre e sono arrivata alla poesia attraverso la grande attenzione rivolta alle fasce più vulnerabili e con occhio teso al sociale. Ho deciso di pubblicare il mio primo libro di poesie in seguito dell’ottimo risultato avuto in un una competizione tra poeti, in onore ad Alda Merini. Il mio primo libro è stato pubblicato nel 2016 grazie alla casa editrice Aletti. Da allora il connubio si è rafforzato fino ad accompagnarmi nell’uscita del 2019 con la seconda silloge dal titolo Zingara in transito. Quest’opera è andata in seconda ristampa e nonostante che non ci sia stata la presentazione a causa dell’emergenza sanitaria, ha ricevuto il premio internazionale Maria Cumani. Inoltre una mia poesia dal titolo Aurora, è stata selezionata per la traduzione in arabo, come la stessa raccolta Zingara in transito, è stata tradotta in persiano. Nello scorso marzo al concorso internazionale per la Giornata Mondiale della Poesia ho ottenuto un buon piazzamento con la poesia dal titolo Semplice, mentre quarta sono arrivata al premio internazionale Il Tiburtino. Un doveroso riconoscimento per tutti questi successi va al grande poeta Aletti ed alla professionalità di tutto lo staff della omonima casa editrice”.
Programmi per il futuro? “In questi mesi di fermata obbligatoria per il Covid ho molto scritto. Novanta sono le poesie inedite sparse nel mio PC. A gennaio sempre edito da Aletti uscirà il prossimo lavoro dal titolo Estetica di un Amore e sto lavorando ad una bozza di silloge di poesie dal titolo Oltre il travestimento”. Cosa sono le invasioni poetiche di Fano? “Ho partecipato alla realizzazione del progetto de La Stanza della Poesia di Fano, di trasmettere delle poesie online durante il lockdown, con la promessa di esporle appena possibile come sensibilizzazione negli spazi della quotidianità delle persone. Infatti il giorno 20 di questo mese all’interno del Festival della Poesia di Agosto è andata in scena una bellissima serata al quartiere Poderino di Fano. Ho recitato le mie poesie dal titolo Moonshine, Aspettami, Lì e A metà strada, tratte dalla silloge Estetica di un Amore, che hanno riscontrato con somma mia gioia, un grande successo”.






















