Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore dell’entroterra pesarese (Alberto, Comune di Cagli) rivolta ai candidati al consiglio regionale che si rinnoverà con le elezioni del 20 e 21 settembre
La scure dei tagli ha continuato in maniera imperterrita negli ultimi anni ad abbattersi sui nostri territori, oggi oggetto della campagna elettorale di tutti o quasi i candidati alle prossime elezioni regionali… Si legge… “Mi batterò per le aree interne” oppure “Investiremo sulle aree di montagna”. In altre parole… l’arte di prendere per i fondelli (per non usare un altro termine). Dalla sanità alle poste, dai trasporti, alle infrastrutture, cari (si fa per dire) politici ci avete massacrato. Non so con quale coraggio vi presentiate con questi slogan. Si prenda Cagli. Io vivo in una frazione. Bastavano quindici minuti per raggiungere un ospedale funzionante e fiore all’occhiello del Catria e Nerone. Oggi non si sa dove sbattere la testa tra un presidio urbinate al collasso e un ospedale di Fano svuotato. E allora ecco la soluzione umbra, non semplice, con Gubbio. Non va bene, è vergognoso! In questi giorni stiamo ascoltando le solite promesse di recupero del territorio, di progetti per impedire il calo demografico delle nostre aree… Ma in una zona senza servizi sanitari adeguati, trasporti mozzati, indirizzi di scuole soppressi, lavoro col contagocce chi verrebbe a vivere? In ultimo cito anche in talune zone le problematiche alla connessione e navigazione internet. Siamo nel 2020. Sembra assurdo, ma è realtà! Che dire. Nulla. Se non che siamo alla frutta. Peccato. E non credo più a nessuna promessa; almeno in me che ho una certa età prevale la rassegnazione. I più giovani saranno costretti inevitabilmente a emigrare in cerca di fortuna. Amen!
Rezzoaglio – La scure dei tagli si abbatte tre volte, sul servizio delle Poste, nel Levante ligure. Se, nei giorni scorsi, erano stati resi noti i casi di San Rocco di Camogli e Pian dei Ratti, si apprende, adesso, che, alla fine di questa settimana, verrà definitivamente chiuso anche l’ufficio postale di Parazzuolo, frazione di Rezzoaglio.
Lo riferisce, in una accorata lettera indirizzata al presidente della Regione, Claudio Burlando, il sindaco di Rezzoaglio, Roberto Fontana: «L’ufficio in questione – scrive Fontana – è collocato in un’area su cui gravita circa la metà delle frazioni del comune, abitate da molte persone anziane ancore legate alle poste. Queste dovranno recarsi all’ufficio di Rezzoaglio, che dista anche oltre 15 chilometri».
Aperto, sino a qui, un solo giorno alla settimana, quello di Parazzuolo chiuderà i battenti in maniera definitiva e, per il Comune della Val d’Aveto, è l’ennesimo passo nella spirale negativa che vede diminuire i servizi. Come il trasporto pubblico: «Un residente della bassa Valle – scrive ancora il sindaco – per sbrigare delle faccende nel capoluogo deve necessariamente salire sul pullman delle 7.45 e ritornare con quello delle 9. Peccato che lo studio medico apra alle 10 e che la corsa successiva lo riporterebbe a casa alle 14». Già, perché la razionalizzazione ha tagliato le corse





















