Le nuove normative regionali riguardanti il mercato ambulante stanno creando molti problemi alle tante famiglie che hanno comprato la concessione nei vari mercati cittadini e che spesso sono monoreddito. Prima l’annullamento delle fiere e poi la ridefinizione degli spazi assegnati stanno creando disperazione fra molte famiglie che vivono con questo lavoro. Ad intervenire e lanciare un appello al Comune e alla Regione è il candidato consigliere regionale della Lega Luca Serfilippi.

“Ci sono centinaia di famiglie che non arrivano a fine mese – l’accusa di Luca Serfilippi -. Sono da sempre vicino agli ambulanti, anche tramite l’Associazione Nazionale Ambulanti, e credo che la politica deve prendersi carico delle tante famiglie che sono sul lastrico e prendersi maggiori responsabilità. Gli ambulanti spesso sono monoreddito e vivono del proprio lavoro. Chiedo immediatamente al Comune di Fano di rivedere la sua posizione su Via Malatesta, dove ha penalizzato quattro famiglie, facendogli perdere la stragrande maggioranza dei loro introiti. Queste famiglie hanno pagato per quella posizione e ci sono tutte le condizioni ambientali e normative per svolgere regolarmente il mercato anche in quella via. Credo fermamente che questo lavoro vada difeso e protetto, dal momento che rimane l’ultimo baluardo rispetto alla grande distribuzione e consente a chi è più in difficoltà dal punto di vista economico di poter accedere a dei prezzi più contenuti. La tipicità di questo lavoro che ha anche una funzione sociale deve essere preservata e protetta, e non può essere il burocrate di turno a fermare delle famiglie e delle attività che hanno sempre rispettato le regole. Un impegno lo voglio prendere anche con tutti gli ambulanti, in vista delle prossime elezioni regionali del 20 e 21 settembre. L’annullamento delle ferie e le nuove restrizioni hanno causato una perdita non indifferente a chi svolge questo lavoro. Credo che la Regione debba aiutare questa categoria con un fondo ad hoc, poiché con chiare specifiche condizioni tecniche e normative si sarebbe potuto consentire agli operatori di poter svolgere il loro lavoro. Una categoria (quella degli ambulanti) – termina Serfilippi – abbandonata a se stessa, dove la politica ha preferito non decidere e organizzare per tempo manifestazioni che sono il pane quotidiano per queste attività.”






















