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Ritorno sui banchi: la voce della psicologa di Marotta Federica Bonazza

“La domanda che dobbiamo porci – suggerisce la psicologa in ambito scolastico e libero professionista presso il Centro medico Fisiomedical Point di Marotta Federica Bonazza – è se siamo in grado di far rivivere ai nostri ragazzi la scuola come realtà sicura, in cui possano sentirsi accolti e protetti. Solo così sarà possibile controbilanciare gli effetti negativi che questa pandemia ha avuto su loro” Ma il ritorno in classe è di per se positivo? “Il ritorno a scuola anche se con modifiche anti Covid, è una reale occasione di rivivere quella importantissima dimensione relazionale ed educativa. Il potersi rincontrare e lo stare insieme in una nuova e differente realtà, anche se creerà nostalgia per come era prima la giornata scolastica, li porterà ad impegnarsi per trovare modalità relazionali ed emotive che li faccia sentire vicini. Il distanziamento va rispettato, ma vanno cercate soluzioni che permettano ai ragazzi di potersi guardare ed imparare gli uni dagli altri. Se quel famoso compagno di banco a cui appoggiarsi e chiedere aiuto, con cui condividere e creare ricordi dovesse venire a meno, sarebbe una mancanza importante”

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“Solo così sarà possibile 
controbilanciare 
gli effetti negativi
 che questa 
pandemia ha avuto su di loro”

Quali rischi si possono avere? “Le fragilità che possono nascere per un isolamento prolungato come quello che abbiamo vissuto sono molteplici e possono andare dalla depressione, all’ansia generalizzata e sociale fino alle difficoltà nel comportamento alimentare”. Ma il lockdown è stato così drammatico? “Il rimanere in casa ha fatto rinunciare a quella dimensione sociale, educativa e relazionale, che è molto importante per la formazione dell’identità per lo sviluppo delle autonomie nei ragazzi. L’altra persona, spesso è lo specchio con cui ci si guarda in noi stessi e non poterlo incontrare ha generato malessere. È mancato tutto ciò che era abitudine: niente scuola, ricreazioni, sport eccetera. È la relazione, canale fondante e fondamentale della vita, l’aspetto maggiormente venuto a mancare! Le misure restrittive hanno modificato il modo di vivere, si è posto l’accento sulla protezione dalla malattia a discapito del benessere psicologico ed emotivo”. I ragazzi come hanno reagito? “I ragazzi pur manifestando il disagio per la mancanza delle tante abitudini hanno iniziato a capire ciò che è importante e di quello che possono fare a meno. Nei ragazzi vi è una innata evidenza nell’adattarsi alle molteplici situazioni, ma questo non deve farci dimenticare il valore e l’attenzione da porre alle relazioni. Non si apprende se non si crea una relazione ed un buon clima in classe, dove si possa veicolare contenuto ed ascolto, crescita ed attenzione”.

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