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“Per  ‘la Margherita’ che letteralmente ed anagraficamente è cresciuta in campi amministrativi, è impellente il desiderio di fiorire in prati personali, familiari e professionali”; con questa sintetica e  bella frase scritta nella lettera al sindaco per le  sue dimissioni dal Comune di San Costanzo, Margherita Pedinelli vi ha racchiuso tutta la sua vita passata ed i suoi sogni futuri. Perché questa improvvisa scelta? “Questo percorso era stato ampiamente condiviso fin dall’inizio del mandato con il sindaco Sorcinelli e con tutta la squadra. La mia nomina ad assessore sarebbe stata solo una fase di accompagnamento per il passaggio graduale delle consegne. Ora i tempi sono maturi e questo tratto di strada è giunto a termine”. Emozionata per questo passo? “Certo che l’emozione è grande, ma vi è serenità! Un pensiero affettuoso corre ai miei compagni amministratori di maggioranza e minoranza di ieri e di oggi, assieme a tutti i dipendenti in servizio ed a quelli in pensione. A loro va il mio caloroso grazie per la serietà, capacità e la grande volontà con cui si sono sempre applicati. I tanti anni trascorsi insieme sono stati tanto impegnativi quanto belli ed hanno creato un legame talmente saldo da renderli una sorta di seconda famiglia. Un commosso ricordo all’assessore Martina, mia carissima e speciale amica, che non è più con noi ed a quanti ci hanno lasciato, sempre presenti nel mio cuore”. Margherita vogliamo dare uno sguardo al passato? “Sì, rivedo quel lontano 2004 dove una  ragazzina di ventidue anni si candidava senza pretese ed inaspettatamente arrivare la prima degli eletti, tanto che le vennero affidati gli assessorati di Cultura e Turismo. Furono cinque anni di lavoro che mi portarono a stretto contatto con le varie associazioni, le persone e il territorio. Poi nel 2009 la grande sfida con la candidatura a sindaco. Certo che i miei paesani furono veramente precursori dei tempi per eleggere una giovane donna di soli 27 anni al ruolo di primo cittadino, tanto da risultare la sindaco più giovane d’Italia! Anche questi furono cinque anni impegnativi, nel seguire direttamente in prima persona tutte le varie problematiche ed esigenze che di volta in volta si presentavano. Il premio a questo mio incessante lavoro arrivò nel 2014 quando i miei compaesani mi confermarono a sindaco per il secondo mandato con il 63% dei consensi. Anche in quest’ultimo quinquennio tanti lavori ed opere furono portate a termine e con orgoglio ho lasciato un Comune sano con un ottimo bilancio ed una comunità di persone straordinarie. Infine il presente con la vittoria alle ultime votazioni del mio vice sindaco e con il graduale esaurirsi del mio tempo in Comune come precedentemente stabilito. Sono sinceramente felice e serena, perché lascio il paese ad un’ottima squadra di amministratori, con un sindaco e grande amico Filippo Sorcinelli.” Quali soddisfazioni o i rimpianti? “Credo che guidare una comunità in giovane età mi abbia fatto crescere in certamente in fretta privandomi della tipica spensieratezza giovanile. Posso altresì affermare che sono stati sedici anni pieni di  sacrifici, ma anche colmi di tante gioie e soddisfazioni. Mi resta un solo forte rimpianto: la guida di un paese richiede tanto impegno, che ha lasciato poco tempo per alcuni miei importanti momenti familiari ed in particolar modo non potrò più recuperare quel tempo non trascorso con la persona a me più cara, mio padre, prematuramente scomparso. A tutti gli altri parenti, a mio marito, un infinito grazie, perché sono state presenze silenziose e costanti, che con il loro amore mi hanno dato forza e coraggio per affrontare ogni prova”. Margherita come sarà il tuo oggi ed il tuo futuro? “Famiglia e lavoro sono i capisaldi in cui ruota ora e ruoterà in futuro la mia vita. Inoltre coltiverò  le  amicizie sincere e quelle di lunga data di cui non posso fare a meno, la lettura e la scrittura, che sono le mie passioni fin da bambina e tante lunghe corse in particolare il running, le quali riescono a farmi  immergere nelle bellezze delle nostre colline che si affacciano sul mare”.

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